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Europa e futuro: cosa sono le “EDD”?

Europa e futuro: cosa sono le “EDD”?

L'Europa propone le "giornate dello sviluppo". Crescere e migliorare per far credere ai giovani che un futuro insieme si può. Europa si, Europa no. D

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L’Europa propone le “giornate dello sviluppo”. Crescere e migliorare per far credere ai giovani che un futuro insieme si può.

Europa si, Europa no. Dopo le elezioni per il parlamento europeo di un paio di settimane fa (a proposito, siete soddisfatti di come sono andate?), la domanda che circola con più prepotenza nell’etere è la seguente: ha senso rimanere in Europa? E ancora, può essere questa l’Europa del futuro?

In cosa può, in cosa deve migliorare?

A nostro modo di vedere, vale quanto meno la pena porsi la domanda. E a quanto pare, non solo noi la pensiamo così, ma è proprio l’Unione Europea stessa a voler cercare di essere migliore.

Parola ai giovani

Proprio per questo motivo, sono state indette tra il 18 e il 19 Giugno, “Le Giornate dello Sviluppo”, una serie di conferenze cui parteciperanno capi di stato, influencer e professori esperti in materia di diritto. Tema centrale delle giornate sarà “eliminare le disuguaglianze e assicurare un futuro più inclusivo per tutti”.

Un’Europa a misura di giovani

Come riporta il programma ufficiale delle “EDD” (European Development Days), si inizia nella mattinata del 18 giugno con un incontro dal titolo: “Gender inequality. Promoting gender equality through culture and creativity”.
Appare subito chiaro il messaggio: basta con le disuguaglianze di genere. Uomini, donne, transgender sono tutti uguali e magnificamente diversi. Accettiamolo o rimarremo fermi.

Varrebbe poi la pena, a nostro parere, partecipare al convegno che si terrà nella mattinata del 19: “Reducing inequalities: a catalyst for economic growth, poverty reduction, and ensuring that no one is left behind.”

Ridurre le ineguaglianze è la via per ridurre povertà e promuovere la crescita economica. Nessuno deve essere lasciato indietro.

Sarà strano, ma questo slogan sembra in aperta contraddizione con quanto promosso nell’ultimo periodo nello Stivale. E con quanto scelto dai cittadini nelle elezioni.

Sembra, quindi, sempre più incalzante la domanda iniziale. E non sottrarvisi perentorio: Europa si – e avete visto qui sopra quello che propone – o Europa no?

A noi la scelta.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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