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FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei Varanasi

FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo singolo dei Varanasi

Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi sono i Varanasi a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singolo.

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi sono i Varanasi a passare sotto le grinfie della nostra redazione per il nuovo singolo.

È uscito venerdì 10 novembre 2023 su tutte le piattaforme digitali (in distribuzione Believe Digital) il nuovo singolo del progetto Varanasi dal titolo “Cattedrali per principianti”. Un nuovo capitolo che segue il precedente singolo “Lucy” per la band che nasce dalle ceneri dei Japan Suicide e che prosegue il suo percorso verso un nuovo album in uscita quest’autunno in collaborazione con l’etichetta I Dischi Del Minollo, qui convivono influenze che derivano dal cantautorato rock italiano degli anni Novanta e vibes di oscurità post-punk.

Li abbiamo intervistati, partendo come sempre dal loro percorso scolastico, ed ecco com’è andata.

Questo è un sito dedicato agli studenti, quindi non possiamo che partire che iniziare col chiedervi qualcosa in più sul vostro percorso scolastico. Com’è andata?
Nel complesso abbastanza bene, a parte un abbandono poi rientrato abbiamo all’attivo diverse lauree e qualcuno di noi insegna pure.

E con lo studio della musica che tipo di rapporto avete? È vero che per fare musica bisogna per forza studiarla?
Chi più chi meno abbiamo tutti studiato musica, ma come band siamo più sul lato creativo che virtuoso della musica. Fare musica può voler dire diverse cose, dipende per ciò da cosa si vuole fare. Un esecutore dovrà studiare per forza, in ambito accademico o meno, mentre la musica in senso più ampio è fatta di molte cose che non hanno a che vedere con lo studio in senso tradizionale. Quello che non può mancare è il tempo che si deve dedicare a ciò che si vuole fare. Visto che è un’intervista dedicata agli studenti può essere interessante studiare il percorso artistico di Arvo Pärt.

A che periodo risalgono i vostri brani dell’album che avete in uscita? Vi capita mai di riascoltarvi? Com’è?
Più o meno risalgono al 2019. Il riascolto è molto frequente perché in genere tra un disco e l’altro non passa mai così tanto tempo da non avere a che fare con la lavorazione di un disco. Mentre man mano che il tempo passa le prime cose capita più di rado di riascoltarle. Quando si è agli inizi c’è una sorta di imbarazzo, poi col tempo ci si abitua e diventa più un ascolto funzionale che un ascolto fatto per la semplice voglia di farlo. E per fortuna ci sono anche questi momenti di piacere nei quali si ritorna dei puri ascoltatori.

Indie e Rock sono due termini che vanno ancora d’accordo?
Crediamo di sì, noi in fondo siamo una band rock e indie. Sul termine indie c’è molta ambiguità quindi la premessa potrebbe es- sere: di cosa parliamo quando parliamo di indie. Per noi è un sem- plice dato di fatto, non un valore in sé. Delle major si parla a volte come del diavolo, e noi questo diavolo prima di giudicarlo vorremmo almeno conoscerlo.

Programmi per Capodanno?
Brinderemo al nuovo disco!

#FacceCaso

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