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Cinque ragazzi rifugiati all’Università di Bologna

Cinque ragazzi rifugiati all’Università di Bologna

L'ateneo emiliano, assieme a quello di Rimini, accoglierà cinque ragazzi rifugiati scappati dal loro paese. Un passo avanti per il nostro. Barconi e

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L’ateneo emiliano, assieme a quello di Rimini, accoglierà cinque ragazzi rifugiati scappati dal loro paese. Un passo avanti per il nostro.

Barconi e rifugiati: si, no, chiamali immigrati, aiutiamoli a casa loro, ma no possiamo accoglierli, eh ma il lavoro che ci rubano, dobbiamo salvarli in mare, no non prenderli lasciali lì, ci rubano pure le donne.

Si è sentito un po’ di tutto quest’anno a proposito dell’”immigrazione”. C’è chi ci ha costruito sopra l’intera linea politica seguita dal partito, addirittura. Fanno notizia, questi “immigrati”. Perché chiamarli rifugiati è sempre troppo corretto. L’immigrato sa di malavitoso, rifugiato dà troppo l’idea di un essere umano scappato dalla guerra. Meglio usare la prima, allora, nei comizi.

Chiamali solo ragazzi

Vogliamo parlare allora di rifugiati. In controtendenza con ciò che si sente dire in televisione.
Quelli di cui parliamo si chiamano Biniam, Awet, Hadish, Sami e Yohannes. Sono cinque studenti eritrei, poi scappati in Etiopia, che il nostro paese ha accolto e a cui permetterà di proseguire gli studi.

I cinque sono, infatti, stati accolti da Er.Go., un’azienda Emiliana che si occupa di diritto allo studio. Gli sono stati forniti, proprio dall’azienda, residenze universitarie, stoviglie, un pc in comodato d’uso e ogni bene primario. Per poter provare a pensare anche solo un giorno di essere ragazzi come gli altri.

Studieranno, anche grazie all’aiuto dei ragazzi di “Next Generation Italy” che li seguono in ogni pratica, all’Università di Bologna. Almeno i primi tempi. Si pensa, infatti, che quattro possano restare nel capoluogo emiliano, mentre Hadish possa andare a studiare Economia al campus di Rimini.

Passi in avanti per i rifugiati, ma c’è ancora troppo da fare

Il governo del Ruanda, l’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati e l’Unione Africana proprio ieri hanno firmato un memorandum che permetta l’evacuazione dei rifugiati dalla Libia.

Dal 2017, l’Unhcr ha evacuato più di 4.400 rifugiati dalla Libia e da altri Paesi africani. “Tuttavia, si stima che circa 4.700 persone siano attualmente trattenute in condizioni terribili nei centri di detenzione in Libia”, si legge su Interris.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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