Tempo di lettura: 1 Minuti

Se le lezioni iniziassero alle 11:00 staremmo tutti meglio: è scienza!

Lo confermano le parole del professor Kelley, dell'Università di Oxford. L'orario di inizio nelle scuole fa male alla salute degli studenti. “E' la sc

Un bel cambiamento per Spotify
Jovanotti diventa materia universitaria!
Ciao mamma, guarda come mi diverto al Jova Beach Party!

Lo confermano le parole del professor Kelley, dell’Università di Oxford. L’orario di inizio nelle scuole fa male alla salute degli studenti.

“E’ la scienza bellezza!” Andare dalle nostre mamme sventolando questa citazione di uno dei brani del nuovo disco di Jovanotti non è più un azzardo. L’orario di inizio delle lezioni per le scuole (ad oggi fissato alle 8:30 se non prima) nuoce alla salute degli studenti. A dirlo, non è un gruppo di studenti che aspetta la ricreazione come un carcerato attende la sua ora d’aria, ma Paul Kelley, studioso dell’Istituto di Neuroscienze circadiane e del sonno dell’Università di Oxford.
Stando alle sue rilevazioni, i giovani alunni perdono circa 10 ore di sonno alla settimana e il loro fisico ne risente tanto quanto quello di un medico che ha appena fatto un turno lavorativo di 24 ore. Armiamoci di tecnicismi. I ritmi circadiani degli adolescenti arrivano con due ore di ritardo rispetto a quelli di un adulto. Dunque, secondo Kelley, gli scolari tra gli 8 e i 10 anni dovrebbero aprire la porta delle aule non prima delle 8:30 mentre i 16enni per le 10:00 e i 18enni addirittura alle 11:00.
Ad incidere negativamente sui nostri meccanismi interni, sono senza dubbio anche le ‘luci blu’, ossia quelle emesse da smartphones e tablet. Dai, tutti scorrono la home di Facebook prima di andare a dormire e questa cosa non giova di certo perchè disturba molto il sonno.
Gli effetti di questa intrusione nei ritmi circadiani? Sicuramente non positivi. Per essere sintetici: calo della capacità di allerta e concentrazione, stanchezza, ansia, aumento di peso, ipertensione, frustrazione, comportamenti rischiosi, abuso di alcol e droghe.
Insomma, anche le parole di Kelley non lasciano molto spazio all’immaginazione: “Siamo in genere una società che dorme troppo poco, ma i ragazzi tra i 14 e i 24 anni pagano lo scotto maggiore.
L’orario scolastico andrebbe rivisitato pesantemente: è la scienza bellezza, #FacceCaso!

Di _Riccardo Zianna_

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0