Tempo di lettura: 1 Minuti

Jovanotti , le origini della cultura Hip Pop in Italia

Jovanotti , le origini della cultura Hip Pop in Italia

Negli ultimi anni la scena Rap Italiana sta acquistando sempre più seguaci, nonostante essa sia una realtà ben affermata già da una ventina d'anni. O

Giovani e Protezione Civile: quattro chiacchiere con Gabriele Pizzi
Ai posteri l’ardua sentenza: i (nuovi) 24 crediti formativi
La moda del Caso: Supreme

Negli ultimi anni la scena Rap Italiana sta acquistando sempre più seguaci, nonostante essa sia una realtà ben affermata già da una ventina d’anni.

Oggi andremo a parlare delle sue origini, citando in particolare Jovanotti , uno dei suoi primi pionieri che, a suo modo, è sempre stato stato sotto i riflettori e continua a esserlo tutt’oggi.
Era il lontano 1982

nonostante la premessa possa far pensare a un articolo su una storica Rock Band Britannica, in quell’anno, nel bel mezzo degli anni d’oro della musica, un giovane 16 enne di nome Lorenzo Cherubini inizio a mettere le mani sulla sua prima console per intraprendere la carriera del Disc Jockey.

Stiamo parlando di Jovanotti, una costante della musica italiana a cui tuttavia spesso si attribuisce molto meno valore di quello che la sua carriera effettivamente meriterebbe.

Ovviamente, egli non è il solo a passare inosservato nelle nostre radio senza che il suo rispettabilissimo curriculum possa essere percepito, lo stesso vale per artisti come Mina, Adriano Celentano o Alex Britti.

Jovanotti può essere considerato il primo esponente del movimento Hip Pop Italiano.

-I primi anni-

Nonostante abbia iniziato la sua carriera come DJ nell’82, nei suoi primi anni si è limitato a varie collaborazioni, tra cui una con Radio Deejay che lo ha portato come unico artista italiano nella compilation “Deejay Rap”.

Solo nel 1988 il suo primo album “Jovanotti for President” ha visto la luce, sicuramente un album che al giorno d’ogggi suonerebbe strano ai fan del Rapper,

vuoi per i testi cantati in inglese, vuoi per le sue origini da Deejay molto più marcate nei suoi primi lavori.

Esempio perfetto a riguardo è il brano “Funky Lab”, perfettamente coerente con il classico stile dei Disc Jockey Hip Pop Americani, in cui l’artista introduce molteplici citazioni a artisti del calibro di James Brown, Deep Purple e i Village People.

Nonostante lo stile “alquanto esotico” in Italia, Jovanotti sin dal primo album ha raggiunto svariate vette nelle classifiche italiane.

Il suo successo, in breve tempo l’ha portato a esibirsi come ospite d’onore al Festivalbar, nonchè avvicinarsi ad una poco nota carriera televisiva.

Nel 1989 Jovanotti presenta l’album “La mia moto”, il primo della sua carriera in cui canta in italiano, principalmente noto per il singolo presentato a Sanremo “Vasco”, dedicato al suo idolo d’infanzia Vasco Rossi.

Lo stile di Lorenzo, fino ai primi anni ’90 tuttavia è rimasto spensierato e privo di tematiche mature, cosa d’altronde normale contando che, nonostante il successo, non avesse ancora raggiunto i 25 anni di età.

-La rivoluzione-

Solo nel 1991 con “Una tribù che balla” possiamo assistere alla vera rivoluzione nello stile dell’artista, stile che ha poi mantenuto più o meno fedele fino ad oggi.

Difatti il disco per la prima volta inizia a trattare tematiche socialmente più impegnate, tra cui principalmente politica, pace nel mondo e rispetto in generale per la vita.

Il cambiamento del tutto naturale, dal Jovanotti bambinesco a quello più maturo, da molti è stato considerato come il punto di arrivo della sua carriera.

A riguardo Red Ronnie sosteneva che con la pubblicazione di Una Tribù che balla Jovanotti stesse effettivamente facendo un primo salto nella sua carrieraFrase che trovò poi conferma proprio nelle parole del suo idolo Vasco Rossi che, durante un live a Fiesole sul palco di Vota La Voce gli fece eco dicendo: “Secondo me, la carriera di Jovanotti inizia adesso”.

Il senno di poi ci mostra chiaramente chi dei due avesse ragione, per quanto, la scarsa validità delle critiche sia caduta quasi immediatamente anche grazie alla collaborazione nel 1992 con Luca Carboni.

-Fama internazionale-

Al successo su scala nazionale, tra l’altro, verso la metà degli anni ’90 si è aggiunto un modesto successo su scala internazionale.

Principalmente un successo guadagnato grazie al brano e al video “Serenata Rap”, traccia storica dell’artista che per lungo tempo è stato il video più trasmesso in Europa e Sud America.

Gli anni a venire probabilmente sono sotto gli occhi di tutti i lettori, simbolo ne è il singolo “Oh, vita” estratto dall’album omonimo, che porta il cantautore italiano vicino ai 30 anni di carriera solista attiva.
Per quanto si preferisca rimanere al passo coi tempi piuttosto che rispolverare il passato, una volta annoiati dal nuovo album, potrebbe essere una buona idea andare a ripercorrere i primi passi di un artista che “discretamente” è diventato una delle pietre miliari della musica italiana. Per riascoltare i brani che hanno portato il giovane Jovanotti al successo, è consigliata la raccolta “Lorenzo 1994”.

#FacceCaso.

Di Paolo Marcoccia

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0