Laika, anniversario di un cane…spaziale

Laika, anniversario di un cane…spaziale

Il 3 novembre del 1957 venne lanciata nello spazio a bordo dello Sputnik: fu un viaggio di sola andata. Poche righe per non dimenticarla. Sono passati

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Il 3 novembre del 1957 venne lanciata nello spazio a bordo dello Sputnik: fu un viaggio di sola andata. Poche righe per non dimenticarla.

Sono passati quasi 60 anni da quel 3 novembre 1957. No, nessun Mondiale di Calcio o storico insediamento di un nuovo politico alla Casa Bianca. Il 3 novembre, per tutti quelli che amano gli animali, è il giorno di Laika. Forse tuo padre o tuo nonno se la ricordano: è una cagnolina spedita nello spazio e condannata ad una morte certa. La verità su questa storia salterà fuori solo dopo 45 anni, grazie alla testimonianza di uno degli scienziati di quel programma spaziale. Come spesso accade, gli animali pagano la demenza dell’uomo.

Ripercorriamo una storia struggente. La bastardina viene presa tra le strade di Mosca. E’ piccola, docile e allegra. Una natura mansueta. Perfetta per gli scienziati russi che devono sovrastare i rivali Americani. Sì, sovrastare: siamo in piena Guerra Fredda e qualcuno deve vincere oppure c’è il rischio che il terzo conflitto mondiale vada in scena. Quindi i Russi decidono di dimostrare la loro superiorità spedendo un cane nello spazio, per dire “siamo stati i primi a mandare in orbita un essere vivente”. Il percorso di allenamento di un astronauta è estenuante per un essere umano, figurati per un cane. Assieme a Laika, ci sono anche Mushka e Albina, altri due animali malcapitati. I test sono terribili: vengono messi nella centrifuga che le spingeva il cuore fino a tre volte il ritmo normale delle pulsazioni cardiache, nella paura e nella fatica di pompare il sangue nel corpo schiacciato dall’accelerazione gravitazionale. Ma Laika ha la tendenza a soffrire di panico. Chissene frega, è quello che pensano gli scienziati. E allora tutto procede: la navicella nella quale viaggerà la cagnolina, lo Sputnik 2, pesa 108 chili ed è molto piccola. La dieta è assurda, perchè può mangiare solo gelatine. I giorni passano, arriva il momento del lancio. La fine che spetta a Laika è struggente: sulla navicella è installato un’elettrocardiografia che monitora il cuore della cagnolina. Preferisco lasciare una riga vuota, per farti immaginare cosa abbia vissuto Laika e capire, ancora una volta, che gli animali sono vite. Proprio come la mia e la tua.

La Russia si arrampica sugli specchi, l’America se la ride sotto i baffi per la figuraccia del suo avversario. Laika, dal canto suo, avrebbe solo voluto vivere un’altra volta la bellezza di un vicoletto di Mosca all’inizio della primavera.

Di _Riccardo Zianna_

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