Università sempre più moderne: ma con quali soldi?

Università sempre più moderne: ma con quali soldi?

Le richieste degli studenti per aiutare a crescere, nelle piccole cose, le loro università possono essere anche molto interessanti, ma il lato economi

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Le richieste degli studenti per aiutare a crescere, nelle piccole cose, le loro università possono essere anche molto interessanti, ma il lato economico frena ogni idea di modernizzazione.

Di Lorenzo Santucci

Fin dalla sua nascita l’Università è un luogo di estrema importanza, frequentata dall’essere umano per formarsi sia culturalmente che come persona. Studiare ed integrarsi sono i due diktat che, col tempo, si sono andati instaurando negli atenei. Anno dopo anno, o meglio secolo dopo secolo, il progresso e l’innovazione hanno investito tutti i campi, compreso anche quello dell’istruzione, ovviamente. Gli studenti iniziavano a pretendere necessità di primario bisogno. Il decennio topico e di estrema importanza per le Università è sicuramente quello degli anni sessanta del secolo scorso: tramite scioperi, proteste e, non di rado, scontri gli studenti chiedevano sempre più diritti. Ed ora, invece, che cosa chiedono gli studenti? Passato ormai quasi mezzo secolo, alcune di quelle richieste non sono state del tutto esaudite. Ad esempio, il diritto allo studio è proprio in questo periodo una delle faccende più spinose da risolvere per il governo.

Differenti dal passato, invece, sono altre esigenze che oggi gli studenti sentono di rivendicare. Edifici aperti ininterrottamente, con delle biblioteche dove studiare anche di notte, ad esempio. Per questo, l’Università La Sapienza di Roma si è mobilitata aprendone due. Ma anche biblioteche virtuali, l’apertura dei musei universitari, organizzazione di incontri in cui dibattere… insomma niente di veramente trascendentale. Certo, non è una cosa delle più semplici: basti pensare al personale che serve per far funzionare queste attività.

E personale vuol dire soldi. Bisogna trovare persone che, con tanta voglia e poche esigenze, stiano di notte a lavorarci all’interno di questi luoghi. Molte Università si mobilitano, cercano di soddisfare le esigenze del proprio “pubblico” anche se non è facile: ricordiamo come uno de settori maggiormente colpiti dai tagli è proprio l’Università. Insomma, sarebbe quasi un “fai da te”, un lavoro gratuito che l’ateneo si prende a cuore per i propri studenti. Sempre più moderne, sempre più al passo con i tempi, ma senza soldi: se uno straniero ci venisse a chiedere una descrizione sulle nostre Università, ahimè questa potrebbe essere una delle più papabili.

Di Lorenzo Santucci

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