Quando si dice “non accettare caramelle dagli sconosciuti”

Quando si dice “non accettare caramelle dagli sconosciuti”

Dopo due anni di sequestro, una ragazza riesce a fuggire dal suo rapitore. Di Giulia Pezzullo Chi di noi da ragazzino (o ancora adesso) non ha provato

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Dopo due anni di sequestro, una ragazza riesce a fuggire dal suo rapitore.

Di Giulia Pezzullo

Chi di noi da ragazzino (o ancora adesso) non ha provato quella sensazione di paura addosso quando uno sconosciuto accosta con la sua macchina vicino al marciapiede dove camminiamo indifesi? Chi ha visto Mystic River, il film di Clint Eastwood, capirà al volo quei brividi sulla pelle e quella sudorazione fredda sulla schiena; ma anche tutti gli altri si uniranno senz’altro al coro se pensano un attimo alla bruttissima sensazione di essere seguiti. Probabilmente è questo ciò che ha provato un’adolescente giapponese due anni fa quando il suo rapitore l’ha intercettata e ingannata.

La ragazza, con la sua uniforme scolastica, era appena uscita da casa e camminava tranquilla. Un ragazzo, al tempo universitario, l’ha avvicinata dicendole di essere l’avvocato divorzista del padre. I due si sono scambiati qualche parola e successivamente il rapitore ha convinto la ragazzina a salire sulla sua auto. Da quel momento, è iniziato il calvario. La giovane studentessa è stata segregata per ben due anni da Kabu Terauchi, che nel frattempo si è laureato in ingegneria all’Università di Chiba e ha preso il brevetto da pilota di aerei in California. La prigione della ragazza era un appartamento, prima a Chiba poi a Nakano, in cui rimaneva tutto il giorno senza alcun contatto con l’esterno e con la famiglia. Infatti, il rapitore costrinse la studentessa a scrivere una lettera in cui chiedeva di non essere cercata per simulare l’abbandono volontario del tetto familiare.

Fortunatamente, domenica Terauchi è uscito da casa senza chiudere a chiave permettendo alla ragazzina di 15 anni di fuggire: lei, una volta raggiunto un telefono pubblico, ha chiamato immediatamente la madre e poi la polizia. Kabu è stato arrestato a Ito (130 km da Tokyo) poco tempo dopo l’allarme in quanto era stato visto aggirarsi per le strade insanguinato a causa di una ferita auto-inflittasi sul collo. La notizia si è diffusa immediatamente ma, stando alle deposizioni rilasciate dai vicini di Terauchi, nessuno sapeva che la ragazza sequestrata nel 2014 da uno studente universitario fosse rinchiusa proprio in quel quartiere.

Una storia finita bene, dunque , un lieto fine, un respiro a pieni polmoni. Ma nessuno potrà donare di nuovo a questa ragazza la sua adolescenza e la tranquillità di vivere come le sue coetanee.

Di Giulia Pezzullo

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