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30 anni di internet: in Italia non è ancora per tutti

30 anni di internet: in Italia non è ancora per tutti

Internet in Italia compie 30 anni. Il nostro paese è stato uno dei primi ad affacciarsi alla rete, oggi però ha perso posizioni. Al giorno oggi rimane

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Internet in Italia compie 30 anni. Il nostro paese è stato uno dei primi ad affacciarsi alla rete, oggi però ha perso posizioni.

Al giorno oggi rimanere connessi con il resto del mondo grazie a pc, tablet e smartphone, risulta davvero scontato. A volte sembra quasi che internet ci sia sempre stato, al contrario, la sua prima comparsa in Italia è molto più recente di quanto possiate immaginare.
Sono passati 30 anni da quando Stefano Trumpy, Luciano Lenzini e Antonio Blasco Bonito si sono collegati ad Arpanet dal Cnuce di Pisa. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare come da quel giorno, la nostra vita sarebbe cambiata per sempre.
Nata per scopi militari e in seguito estesa a poche università, la rete è ormai diventata centrale per le passioni, i diritti dell’uomo, il senso di appartenenza e di partecipazione. Il nostro paese è stato uno dei primi, insieme a Norvegia, Germania Ovest e Regno Unito ad affacciarsi a questo mondo inesplorato.. con il passare del tempo però ha perso posizioni.
Oltre il 50% dei comuni ha meno di 15mila abitanti e la popolazione, non equamente distribuita, non ha incentivato gli operatori a fare grandi investimenti.

“In molte zone c’è più offerta che domanda, c’è più infrastruttura di quanto il mercato nei chieda. Non la sfruttiamo perché siamo anziani, non parliamo inglese. Prima di 55 anni abbiamo una penetrazione e un uso di Internet superiore alla media europea. Sopra 55 anni i numeri crollano, abbiamo una fetta di popolazione che rappresenta gli esclusi digitali. Governo e imprese devono fare ognuno la propria parte e la scuola, con il piano digitale, deve aiutare a vincere la sfida della cultura, perché chi a digitare diviso culturalmente è a casa e al lavoro. Bisogna anche insegnare ai docenti come usare le tecnologie a supporto della didattica con nuove metodologie. Le aziende devono capire che, quando si parla di Internet, il passato non è più una linea che traccia il futuro. Cambiano i modi di interagire con clienti, fornitori e collaboratori e cambia il modo di fare mercato. Per questi motivi chi fa impresa di valutare un’altra mentalità”.

Per far si che internet diventi finalmente per tutti anche in Italia, la chiave è molto intuitiva: semplicità d’uso e di accesso. “Per portare la cultura digitale in ogni casa, in un ufficio pubblico o privato che sia, bisogna proporre tecnologie facili da usare. Dobbiamo concentrarci sul paese che vogliamo essere i player hanno il compito di spingere il cambiamento con facilità di accesso ad esempio la sanità e servizi erogati dalle PA”. Afferma l’Ing. Santoni. “L’innovazione corre più veloce delle policy, ecco perché governi e organizzazioni devono lavorare compatti per trovare soluzioni e creare norme che tutelino i cittadini”.

Di Francesca Romana Veriani

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