Tempo di lettura: 1 Minuti

Finalmente i migranti potranno continuare a studiare con i “corridoi formativi”

Il protocollo europeo prenderà il via al prossimo anno accademico. Si chiameranno “corridoi formativi”, percorsi umanitari per permettere ai rifugiati

Ecco le linee guida della valutazione dei dirigenti scolastici
Ricercatori, scaldate i motori: la Giannini ha firmato il decreto!
Scuola ancora nel caos: pronto concorsone da 63.700 posti per i docenti

Il protocollo europeo prenderà il via al prossimo anno accademico.

Si chiameranno “corridoi formativi”, percorsi umanitari per permettere ai rifugiati di proseguire i propri studi nel nostro paese. Questo protocollo verrà presto firmato da: Ministero dell’Istruzione, Ministero degli Esteri e dell’Interno e Unhcr (organismo delle nazioni unite per i rifugiati). Alla base del progetto c’è l’idea di permettere a profughi, con titoli o con percorsi di studio personali già da tempo avviati, di proseguire con la propria carriera scolastica, dando a loro la possibilità di “essere umani” e noi, Italia, la speranza di poterne, un giorno, trarne benefici. Non è difficile, infatti, immaginare come sia più utile al nostro paese un uomo istruito piuttosto che uno che non lo sia. E non parliamo solo di migranti.

Tra gli atenei che hanno già aderito al progetto abbiamo il Politecnico di Torino, lo Iuav e l’Ateneo Ca Foscari di Venezia, che metteranno a disposizione i propri fondi per far studiare ragazzi e ragazze, anche se presto dovrebbe essere creato un fondo specifico. Il prototipo di bando d’iscrizione per rifugiati è stato messo a punto dall’Università telematica Uninettuno ed infatti, a sentire il ministro Stefania Giannini, “l’Italia è il primo paese europeo a mettere in pratica questa risoluzione, infatti alcune università si sono già mosse in tal senso”. Fieri, inoltre, di venire a sapere che l’idea è nata a livello europeo grazie ad un appello di una nostra concittadina, Silvia Costa, già presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, che parla così: “L’Italia è uno dei sei Paesi che hanno risposto positivamente a questa proposta di costruire corridoi educativi per i rifugiati”.

Insomma, grazie ai corridoi formativi giovani, o meno, menti straniere, strappate alla loro terra da guerre senza senso, potranno continuare a fiorire rendendo questo Paese ed il mondo in generale un posto migliore in cui vivere. E l’idea nasce dall’Italia, mica male no?!

Di Giulio Rinaldi

 

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 1