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Regeni e Solesin due esempi di tenacia e volontà: il ricordo dell’Università di Firenze

Si terrà oggi il Convegno in onore dei due ragazzi che che tratterà l'importanza della ricerca nello studio delle scienze sociali. Di Ludovica Gentili

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Si terrà oggi il Convegno in onore dei due ragazzi che che tratterà l’importanza della ricerca nello studio delle scienze sociali.

Di Ludovica Gentili

Due anime volate via, due simboli di una generazione che crede fortemente nella possibilità che con la ricerca e lo studio si possano fare progressi significativi nel campo delle scienze sociali.
Giulio Regeni e Valeria Solesin sono due esempi di coraggio e tenacia, decisi a scoprire, approfondire ed esplorare le risorse che questo mondo ci offre, anche rischiando la vita per questo.

Come loro mille altri, ma la loro storia colpisce nel profondo poichè recente e specchio delle grosse lacune sociali da cui siamo circondati. L‘uno impegnato nei diritti dei lavoratori in Egitto, l’altra negli studi di genere, dediti al confronto sulla libertà di espressione, di cui in questo caso ne sono rimaste vittime, essendo stata troppa da parte di chi ha tolto loro la vita.

E’ in loro onore che oggi si terrà un Convegno nell’Aula magna del rettorato dell’Università di Firenze, dove introdotto dal rettore Luigi Dei, sarà trattato l’argomento della passione per la ricerca, mossa da ideali di giustizia e verità, gli stessi che hanno mosso i due giovani a studiare all’estero. Un inno all’impegno e alla volontà di aiutare quotidianamente il mondo con la ricerca. Sarà presente all’incontro anche l’organizzazione internazionale per i diritti umani che ha promosso la campagna “Verità per Giulio Regeni” e un rappresentante dell’associazione Emergency, per la quale Valeria Solesin faceva da volontaria.

Molte altre le personalità che parteciperanno al convegno con la speranza di poter ricordare questi ragazzi nel migliore dei modi e portarli come esempio per introdurre e invogliare i giovani studenti a percorrere lo stesso sogno.

Ciao ragazzi, noi non vi dimentichiamo.

Di Ludovica Gentili

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