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La scuola italiana è sempre più multiculturale

La scuola italiana è sempre più multiculturale

Il numero degli alunni stranieri è in crescita, quello degli italiani in diminuzione. Di Stefano Di Foggia Un rapporto annuale sulla scuola multicultu

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Il numero degli alunni stranieri è in crescita, quello degli italiani in diminuzione.

Di Stefano Di Foggia

Un rapporto annuale sulla scuola multiculturale elaborato dal Ministero dell’Istruzione e della Fondazione Ismu ha analizzato la popolazione scolastica con cittadinanza non italiana. In questa edizione, raccogliendo i dati dell’anno 2014/2015, si è concentrata sopratutto sulla distribuzione degli studenti stranieri nelle diverse regioni e su eventuali differenze nei processi di apprendimento.

Quanto riportato evidenzia in particolare che nelle classi ci sono sempre più studenti che non hanno la cittadinanza del nostro Paese ma sono nati in Italia e perfettamente integrati nella nostra società. Lo si vede anche dai risultati che sono sempre meno dissimili da quelli dei loro colleghi italiani. La scuola dunque sta diventando sempre più multiculturale e sta adattando la sua offerta formativa alle nuove esigenze degli alunni.

Per avere una visione più precisa si deve guardare ai dati della ricerca:

In quasi tutti gli ordini scolastici, gli iscritti stranieri dall’anno scolastico 2009/10 all’anno 2014/15 sono cresciuti del 20,9% mentre gli italiani sono diminuiti del 2,7%. L’unico ordine con una crescita nelle iscrizioni di entrambe le categorie di iscritti è la scuola secondaria di secondo grado, +0,6% e +2,8%.
Secondo quanto riportato, nell’anno 2014/15 gli studenti stranieri nella scuola primaria sono 291.782 (il 10,4% del totale degli iscritti), 187.357 nella scuola secondaria di primo grado (7% del totale),167.068 sono gli allievi nelle secondarie di primo grado e 167.980 nelle scuole d’infanzia (rispettivamente il 9,6% e il 10,2%).

Per quanto riguarda i paesi di provenienza:

i cittadini romeni sono al primo posto con 157.153 iscritti, seguiti da albanesi, 108.331 e marocchini 101.584. Molti meno sono gli alunni di nazionalità cinese, 41.707 e filippini 26.132. I numeri sembrano confermare quanto già sostenuto da altre ricerche: non c’è un gruppo dominante in termini numerici e tra le prime quindici cittadinanze sono rappresentati tutti i continenti ad esclusione dell’Oceania. Nella scuola d’infanzia spicca il numero di bambini provenienti dal Bangladesh (27,1%). Un dato particolarmente positivo riguarda la crescita degli iscritti Rom, Sinti e Caminanti, diventati 12.437 nel 20014/15, +780 rispetto all’anno precedente. Numero in controtendenza con la progressiva diminuzione degli ultimi anni e indicativo di una progressiva integrazione.

Interessante il dato che vede, anche in questa ricerca, un ulteriore aumento dei bambini senza cittadinanza italiana ma nati nel territorio della Repubblica. Nelle scuole d’infanzia l’84,8% dei bambini figli di immigrati sono nati in Italia, nella secondaria di secondo grado in sette anni sono più che quadruplicati. Segno evidente dell’urgenza di rivedere le regole sulla cittadinanza.

La scuola da parte sua si sta adeguando alla sua nuova composizione e sono confortanti i dati sulla diminuzione di alunni stranieri con risultati insufficienti. Dal 40,7% del 2010/11 al 34,4% del 2014/15, anche se il fenomeno rimane ancora rilevante, in quanto sono in ritardo quasi la metà dei 14enni, il 62,7% dei 15enni e i due terzi degli ultrasedicenni.

Che dire, evviva l’integrazione!

Di Stefano Di Foggia

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