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Il test antidroga del capello viene rinnovato

Dall'Università pisana nasce il nuovo strumento che molto probabilmente andrà a sostituire il test eseguito finora. Semplice ed economico. Il famoso t

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Dall’Università pisana nasce il nuovo strumento che molto probabilmente andrà a sostituire il test eseguito finora. Semplice ed economico.

Il famoso test del capello subisce un’innovazione importante: è stato infatti brevettato all’Università pisana un nuovo metodo, molto più semplice e soprattutto più economico di quello precedente, per venire a conoscenza dell’utilizzo di eventuali droghe. Queste sostanze stupefacenti sono sempre più utilizzate e richieste, anche dai giovani, e rimangono uno dei nodi più spinosi da risolvere. Tramite il test si può risalire a diverse sostanze, quali marijuana, cocaina, morfina, eroina, codeina, amfetamine e MDMA (meglio nota come ecstasy), ma non nel periodo in cui la si ha assunta. Ma il procedimento richiede ovviamente la richiesta del medico e pratiche da sbrigare ce portano via tempo.

Con il “metodo e dispositivo per analisi di droghe d’abuso su materiale cheratinico”, cioè il nome ufficiale che è stato assegnato al nuovo dispositivo, anche i meno esperti e pratici del mestiere possono utilizzarlo senza avere difficoltà. Per chi non ha competenze infatti non sarà difficile interpretare i risultati, che hanno un’attendibilità assoluta, e può essere adoperato anche sul posto. Il suo uso è consigliabile anche a livello domestico in quanto, oltre alla semplicità già ripetuta più volte, risulta avere una totale atossicità del materiale utilizzato. Questo nuovo kit è frutto del lavoro di una squadra formata da Mario Giusiani, professore di Tossicologia Forense dell’Ateneo pisano, Fabio Stefanelli, assegnista di ricerca del Dipartimento di Patologia chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica ed infine da Silvio Chericoni, Dirigente presso la Sezione Dipartimentale di Tossicologia Forense dell’Azienda Ospedaliero Universitario Pisana.

È un passo sicuramente molto importante per provare a risolvere un problema reale come quello della droga e, come spiega Giusiani, “può aiutare in quanto i controlli verranno effettuati in maniera più elevata”. Ovviamente non si sono fatte attendere le richieste per l’acquisizione di tale strumento e gli inventori sono stati immediatamente messi in contatto con una grande azienda ma non escludono trattative anche con altre in modo tale che possa essere diffuso in tutti i territori. Speriamo al più presto, aggiungerei.

Di Lorenzo Santucci

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