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La Finlandia non assegna compiti a casa e si guadagna il primato tra le scuole migliori del mondo

Secondo il Ministro dell’istruzione finlandese abolire i compiti è la regola fondamentale per il funzionamento del sistema scolastico. Di Ludovica Gen

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Secondo il Ministro dell’istruzione finlandese abolire i compiti è la regola fondamentale per il funzionamento del sistema scolastico.

Di Ludovica Gentili

“Paese che vai, usanze che trovi”, così recita un detto, ma talvolta ciò che si trova può lasciare sorpresi soprattutto se riguarda l’istruzione.

Pare che il sistema scolastico della Finlandia sia considerato il migliore del mondo, e, udite udite il motivo sarebbe la non assegnazione dei compiti per casa.

Noi invece, e solo dopo di noi la Grecia, risulteremmo

il paese con più analfabetismo funzionale, stress degli studenti e dispersione scolastica, tutto per colpa dei tanto odiati compiti a casa,

che secondo uno studio effettuato risulterebbero essere il doppio, se non il triplo rispetto a quelli assegnati dagli altri paesi. Risulta bizzarra come considerazione, in quanto si sa che l’esercizio costante sicuramente aiuta a sviluppare il cervello e le sue potenzialità, ma anche al livello educativo, responsabilizza gli studenti, ma sembrerebbe non essere così.

Per questo motivo Michael Moore, scrittore e registra statunitense di fama, ha girato un documentario sul tema, per permettere di capire il motivo per cui la scuola finlandese sia considerata di così alto livello. Per carità, indiscutibili alcune falle del sistema di cui siamo consapevoli, ma forse i compiti a casa non sono proprio il primo problema da risolvere. Si comprende lo stress emotivo, la stanchezza a cui lo studente è sottoposto, ma se dobbiamo mettere in discussione questo allora bisognerebbe riguardare anche la questioni delle interrogazioni, basate appunto su ciò che si è approfondito durante lo studio post spiegazione.

È impensabile immaginare che tutto ciò che un ragazzo ascolti per cinque ore scolastiche rimanga impresso nel suo cervello senza un esercizio successivo. È sempre bene però mettersi in discussione, per questo speriamo che il Ministro dell’Istruzione ci dia la sua interpretazione sulla questione, certo saremmo ipocriti a dire che il pomeriggio libero non piacerebbe a nessuno.

Basta che poi però in assenza di compiti non si trascorra tutto il pomeriggio davanti alla Play Station!

Di Ludovica Gentili

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