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I buoni motivi per usare Whatsapp a scuola

I buoni motivi per usare Whatsapp a scuola

La famosa applicazione di messaggistica Whatsapp non è solo una distrazione a scuola. Ecco alcuni buoni motivi per usarla tra i banchi. Whatsapp e sc

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La famosa applicazione di messaggistica Whatsapp non è solo una distrazione a scuola. Ecco alcuni buoni motivi per usarla tra i banchi.

Whatsapp e scuola. Un binomio comunemente inteso come distrazione, tentativi di passarsi le risposte ai compiti e, per i genitori, conversazioni assurde sulle chat di classe. Inutile girarci intorno. Ma è giusto demonizzare lo strumento a priori o ci sono anche buoni usi che se ne possono fare? Linkiesta sostiene di sì: l’app può aiutare sia tra i banchi, sia a casa, migliorando anche le relazioni tra alunni e insegnanti. In molte scuole sono già in corso sperimentazioni nella comunicazione in classe e fuori tra professori e studenti. Il quotidiano on line elenca alcuni buoni motivi e pratiche utili per incentivarne l’uso nella didattica.

Partendo dalle elementari, nei primi impatti con la scrittura, Whatsapp può aiutare nella correzione ortografica (presente in automatico nel sistema) e nell’aiuto face-to-face da parte dell’insegnante. È il caso di una maestra di Pisa che, ha raccontato su YourEduAction, aiuta i propri alunni in grammatica uno per uno con domande e risposte tramite telefono.

L’applicazione permette anche l’aggiornamento costante anche degli alunni assenti, con l’invio di compiti e appunti, ma anche richieste al docente di ulteriori spiegazioni. Potenzialmente, può funzionare da archivio, per andare ripescare argomenti vecchi per una rinfrescata prima del compito o dell’esame. Oppure per confrontare e rivedere le risposte agli esercizi. Con una correzione istantanea si può risparmiare tempo per il giorno successivo, così in classe l’ora potrà essere impiegata interamente per una spiegazione o un approfondimento. C’è poi l’aspetto ecologico da non sottovalutare. Tematica in voga su praticamente qualsiasi argomento in questo periodo storico. Ma, in effetti, è fin troppo evidente come la tecnologia possa limitare l’uso e, soprattutto, lo spreco della carta e degli inchiostri, aiutando a contenere i costi.

In più lo strumento ha una peculiare capacità di inclusione e coinvolgimento. Nella chat tutti possono interagire liberamente, seppur in maniera virtuale. In qualche modo essa diventa stimolo alla partecipazione, favorendo anche il diffondersi del senso di appartenenza progettuale alla classe. Che poi è uno degli obiettivi sociali primari della scuola.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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