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Maturità 2018: ecco come dovrebbe cambaire

Tra riforme e novità, l'Esame degli Esami potrebbe subire modifiche non indifferenti... Per ora è solo un “atto del governo sottoposto a parere parlam

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Tra riforme e novità, l’Esame degli Esami potrebbe subire modifiche non indifferenti…

Per ora è solo un “atto del governo sottoposto a parere parlamentare” ma con buone probabilità i maturandi del 2018 dovranno prepararsi ad affrontare un esame di stato ben diverso da quello attuale. Le principali novità avanzate dalla camera dei deputati sono però sintetizzabili in pochi e brevi punti.

1) “Mi parli di… alternanza scuola lavoro”

Al di là della classica interrogazione sui programmi dell’ultimo anno infatti “nell’ambito del colloquio il candidato” esporrà “mediante una breve relazione e/o un elaborato multimediale, l’esperienza di alternanza scuola-lavoro svolta nel percorso di studi”. abbandonando quasi definitivamente quindi le obsolete mappe concettuali e tesine.

2) Addio terza prova

Il “mega-quiz” non sarà più fonte di preoccupazione per gli studenti di licei ed istituti. Solo “per specifici indirizzi di studio” afferma il ddl, sarà “individuata annualmente entro il mese di gennaio l’eventuale disciplina oggetto di una terza prova scritta”.

3) 100 punti… da riorganizzare

L’annullamento della terza prova ha ovviamente portato ad un cambiamento strutturale del sistema per il conteggio del voto finale che sarà quindi composto per un massimo del 40% “da punti acquisiti per il credito scolastico”, mentre la restante parte verrà equamente distribuita tra le due prove scritte e quella orale.

4) Ammissione: INVALSI obbligatorie

Alla lettera b tra i requisiti richiesti per l’ammissione dei candidati all’esame di stato si legge chiaramente: “partecipazione durante l’ultimo anno di corso, alle prove predisposte dall’INVALSI, volte a verificare i livelli di apprendimento conseguiti nelle discipline oggetto di rilevazione”. Così da rendere la preparazione scolastica “omogenea”, dal nord al sud Italia.

5) Ammissione: basta la media del sei

Fortunatamente però tra i requisiti sopra citati compare anche: “votazione media non inferiore ai sei decimi compreso il voto di comportamento”. Ciò sarà sicuramente una rivoluzione per lo 0,5% di alunni che nell’a.s.’15-’16 non ha superato il giudizio del consiglio di classe ma forse anche un’iniezione di fiducia per coloro che, bloccati sul labile confine tra le due tipologie d’esame, vedono ancora un futuro incerto.

Per ora è una proposta. Per ora…

Di Flavia Cuccaro

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