Tu non sai chi sono io

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L'onorevole grillina Roberta Lombardi scrive a una scuola statale romana per intervenire sull’efficienza dei servizi scolastici. Di Silvia Carletti La

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L’onorevole grillina Roberta Lombardi scrive a una scuola statale romana per intervenire sull’efficienza dei servizi scolastici.

Di Silvia Carletti

La deputata Roberta Lombardi non ha esitato a intervenire a favore di una scuola dell’infanzia di Roma “per salvaguardare la salute dei bambini che la frequentano e il personale ivi impiegato” presentando una lettera al Municipio III a cui l’edificio fa riferimento. Ovviamente, lo ha fatto firmandosi come deputata, e intestando la carta dalla Camera. Con tanto di bollo del Movimento 5 Stelle. Cosa ha spinto la donna a dedicarsi con tanta veemenza a una particolare scuola periferica? Inizialmente si pensava fosse un mezzo di propaganda per il Movimento che manifestava così un nuovo impegno verso le scuole che, si sa, hanno bisogno di aiuti dal governo a Roma come in tutta Italia.

Qualche ricerca più approfondita però ha svelato una motivazione un po’ meno “nobile” per cui la Lombardi con tanto interesse e tanto velocemente ha realizzato il documento da inviare al Preside della scuola. Infatti, tra quei banchi siede anche suo figlio. A questo punto la questione si accende su più fronti: da una parte c’è l’effimero interesse personale che certo non dispiace anche al Movimento per farsi un po’ di pubblicità e fama di “benefattore”, dall’altra qualcuno che giustifica la donna e mamma, prima di tutto, perché comunque sia ha aiutato un’intero complesso scolastico. E se lo ha fatto avanzando sfacciatamente il suo titolo, è perché “in Italia se non dici chi sei non ti danno ascolto”. Da parte loro, anche i genitori della scuola devono essere stati favorevoli all’intervento della deputata per assicurarsi una risposta immediata del Municipio.

Il dirigente scolastico intanto è rimasto molto perplesso dalla lettera che è stata come “un fulmine a ciel sereno”: prima d’ora non erano mai state avanzate richieste simili, né mai la Lombardi aveva manifestato la sua preoccupazione per l’istituto. Cosa dobbiamo pensare? Se le cose vanno così, paradossalmente bisogna allora augurarsi che ogni politico abbia un parente o un figlio o un amico che combattono con i “problemi di tutti”, così da ottenere sicuramente agevolazioni negli interventi, così da far provare loro concretamente la condizione che vivono tanti altri e spingerli ad attivarsi di conseguenza.

Preoccupandosi esclusivamente -ed egoisticamente- della scuola del figlio, la firma da onorevole risulta un gesto di poca umiltà: in qualità di deputato, dovrebbe occuparsi di tutte le scuole romane. E solo in qualità di mamma, e di comune cittadino, manifestare il suo interesse specifico. #FacceCaso.

Di Silvia Carletti

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