Zingonia, il ritorno

Un team di studenti universitari si riunirà nei prossimi giorni per dare nuova vita alla città di Zingonia, oggi degradata e abbandonata. Durante il b

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Un team di studenti universitari si riunirà nei prossimi giorni per dare nuova vita alla città di Zingonia, oggi degradata e abbandonata.

Durante il boom economico degli anni ’60, furono molte le iniziative per il rilancio sociale, industriale e urbanistico dell’Italia. Il periodo era florido e molti magnati ne approfittarono per lasciare in eredità ai posteri il proprio nome. La pensò così anche l’industriale Renzo Zingone che cercò di realizzare un centro urbano nuovo di zecca alle porte di Bergamo: Zingonia.

Questo agglomerato urbano doveva essere un sogno ad occhio aperti, ricco delle più nuove tecnologie del tempo e adatto all’insediamento della popolazione benestante. Tuttavia, quel progetto non fu mai stato realizzato come da disegno e oggi è un polo di degrado urbano e sociale che spesso fa discutere. A Zingonia è possibile vedere solo grandi torri, palazzoni e capannoni industriali dismessi e fatiscenti attorno ai quali non c’è nulla di strabiliante.

Per far fronte ai notevoli disagi di questa zona bergamasca, le amministrazioni pubbliche e le comunità locali si sono attrezzate per rendere più vivibile questa cittadina. Nacquero, così, due progetti finalizzati al recupero urbano e sociale: “Zingonia 3.0“, ormai concluso, e “Orizzonte Zingonia“, ancora in fase di sviluppo. In questo ambiente sorprendentemente propositivo, si inserisce un ulteriore programma di ripristino del decoro cittadino sotto forma del workshop universitario “Zingonia, la città che verrà“. Ben cinque università internazionali, tra cui compare anche quella di Bologna, si sono unite in un progetto multietnico tramite accordi Erasmus Plus per dar vita ad una sperimentazione su cinque tematiche chiave: luoghi produttivi, co-housing (abitare comune), spazi pubblici, spazi ricreativi e orti urbani.

Il progetto si chiama LED (Landscape Education for Democracy), ha durata triennale ed è finanziato dall’Unione Europea. Al suo primo anno di attività, conta già 80 studenti provenienti da 26 Paesi diversi che non fanno fatica a frequentare le lezioni perché queste sono online e si sono concluse da poco. Ora è il momento di trarre le conclusioni di questo primo ciclo: dal 19 al 29 giugno verranno esposti i risultati della cooperazione delle università per il rilancio di Zingonia e tutti parteciperanno ad un workshop finale per realizzare in modo concreto gli insegnamenti ricevuti; il 28 giugno, inoltre, nell’Auditorium della scuola primaria della città sarà presentato pubblicamente il progetto nella sua interezza.

Di Giulia Pezzullo

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