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A Bologna è rivolta: no al bonus docenti

Sistema ingiusto, criteri di assegnazione sconsiderati: “Vogliamo che questi soldi vadano a migliorare la scuola, a sostegno degli alunni più deboli”.

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Sistema ingiusto, criteri di assegnazione sconsiderati: “Vogliamo che questi soldi vadano a migliorare la scuola, a sostegno degli alunni più deboli”.

Proteste a Bologna per il bonus docenti previsto dalla riforma della Buona Scuola. La contestazione parte dalla periferia, dall’istituto comprensivo cittadino più grande, il numero 14 a Borgo Panigale e Casteldebole, dove 72 docenti hanno firmato la “dichiarazione di indisponibilità a ricevere il bonus”.

“Siamo contrari al sistema di valutazione introdotto dalla legge 107 perché comporta uno sterile aumento della competizione individuale tra gli insegnanti, determina una forte gerarchizzazione e aziendalizzazione della scuola pubblica e spinge i docenti a uniformare la didattica”

si legge del cocumento dell’Ic 14. La docente dell’Ic 14 Romana Veonesi spiega: “La nostra è una scelta di coerenza, non ci sottraiamo al giudizio, i dirigenti già ora possono dire se uno lavora bene o male oppure venga un esperto in classe mentre facciamo lezione. Vogliamo che questi soldi vadano a migliorare la scuola, a sostegno degli alunni più deboli”. Il fondo non è ancora stato distribuito, si parla di 200 milioni per i bonus affidati a comitati di valutazione che stabiliranno i criteri e affideranno l’ultima parola ai presidi.
Certo è che le lamentele sulle regole per assegnare i premi sono moltissime: “Un meccanismo sbagliato perché mete i docenti uno contro l’altro” sostiene Francesca Ruocco, della Flc-Cgil.

Di Francesca Romana Veriani

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