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Il popolo boccia la riforma: due milioni di firme contro la “Buona Scuola”

La scuola pubblica in rivolta contro la riforma del Governo Renzi. Al voto in primavera 2017. Dopo il Jobs Act, quella sulla Buona Scuola diventa uffi

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La scuola pubblica in rivolta contro la riforma del Governo Renzi. Al voto in primavera 2017.

Dopo il Jobs Act, quella sulla Buona Scuola diventa ufficialmente la riforma più odiata del governo Renzi.

I numeri parlano chiaro:

due milioni di firme per l’abrogazione, sono state consegnate ieri in Cassazione dopo un rinvio di due giorni rispetto alla data stabilita.

“È slittata per il previsto imminente arrivo di numerosi altri moduli, grazie ai quali il numero complessivo di firme ha superato i 2 milioni. Andare oltre sarebbe stato controproducente perché le eventuali nuove firme non avrebbero minimamente compensato le tantissime raccolte sui moduli vidimati nei primi giorni della campagna. Come è noto infatti, i moduli vidimati per la raccolta hanno validità tre mesi” sottolinea il comitato.

Al voto si dovrebbe andare nella primavera 2017 ma tutto dipende dall’esito del referendum costituzionale previsto ad ottobre (forse) che potrebbe cambiare le tempistiche.

Ieri intanto sembrerebbe che il Governo abbia eliminato uno dei tratti più contestati della legge 107: la chiamata diretta del docente neo-assunto da parte dei preside.

“I docenti che si ritroveranno negli ambiti territoriali, perderanno in ogni caso la titolarità su scuola. Perché se è vero che non verranno più scelti, come sembra, in modo del tutto arbitrario dal dirigente scolastico, questo comunque avrà sempre facoltà di convocarli. E, a seconda dell’esito del colloquio, potrà capovolgere il punteggio derivante dai titoli presentati dagli stessi docenti attraverso il sistema Istanza on-line”. #FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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