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Una nuova immagine per la vecchia Oxford

Una nuova immagine per la vecchia Oxford

Le pareti dell’università più prestigiosa al mondo si arricchiscono di una nuova serie di ritratti: femministe, neri, gay per rappresentare la lotta c

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Le pareti dell’università più prestigiosa al mondo si arricchiscono di una nuova serie di ritratti: femministe, neri, gay per rappresentare la lotta contro ogni discriminazione. Welcome diversity!

Di Silvia Carletti

Si respira un’aria nuova nella Grande Università: addio tradizionalismi, addio pregiudizi, benvenuta varietà. Nuovi volti per nuove esigenze. Non si può più fare unico riferimento ai modelli di un’epoca ormai passata.

Modelli prettamente maschili, ed esclusivamente bianchi. Così Oxford, accusata di essere poco inclusiva e retrograda, prende consapevolezza della realtà contemporanea e decide di rinnovarsi, dimostrandosi ancora una volta eterna, capace di modernizzarsi e cogliere le sfumature della nuova civiltà.

Tra i corridoi i ragazzi vedranno appesi i ritratti di nuove personalità, icone di ogni etnia e di ogni estrazione sociale: tra questi, Ved Metha, scrittore indiano che perse la vista in età infantile, la matematica Mary Fairfax, l’attivista Lucy Sichone, e non meno importante Liby Lane, la prima donna ad essere diventata vescovo nel 2015, l’anno in cui questa carica è stata aperta al panorama femminile.

Ognuno degli studenti potrà cercare tra quei modelli il suo ispiratore e rappresentante, e sentirsi parte della storia assieme a lui, trovando un po’ la sua origine e sé stesso: come ha raccontato l’ex studentessa attualmente giornalista e scrittrice femminista Naomi Wolf, “quando camminavo per i prestigiosi corridoi e vedevo intorno a me solo ritratti di uomini bianchi appesi alle pareti mi era difficile immaginare di poter avere un posto nella storia”.

Che sia un’iniziativa volta a ricostituire l’autorità e la reputazione dell’università siccome attaccata dalle critiche degli esponenti democratici che in essa vedevano ancora ombre di “passato” e “razzismo”, o che sia uno slancio spontaneo verso un futuro multiculturale, più vario, l’iniziativa dei nuovi ritratti risulta comunque un’idea magnifica, segno di grande apertura e integrazione verso ogni forma di realtà moderna.

Punto di partenza e fonte di ispirazione per molti giovani che, chissà, un giorno scorgeranno tra quegli uomini anche il loro volto.

Di Silvia Carletti

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