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Il restauro di Palmanova è giovane e made in Italy

Alcuni studenti dell'Università di Udine hanno ideato dei progetti per il restauro di tre edifici a Palmanova. La città stellata è in mano ai ragazzi.

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Alcuni studenti dell’Università di Udine hanno ideato dei progetti per il restauro di tre edifici a Palmanova. La città stellata è in mano ai ragazzi.

Palmanova è una cittadina in provincia di Udine, Friuli-Venezia Giulia. È chiamata la ‘città stellata’ a causa della sua pianta poligonale a stella a nove punte e fu pianificata dai veneziani nel 1593. Le sue caratteristiche la rendono molto suggestiva, specialmente dal punto di vista architettonico e storico. Alcuni degli edifici di Palmanova versano attualmente in una situazione di degrado dato dall’usura maturata nel corso degli anni. Ed è qui che entrano in gioco 37 studenti del primo anno della facoltà di Architettura dell’Università di Udine.

Durante il Laboratorio integrato di Restauro Architettonico tenuto da Andrea Cortesia, Domenico Visintini e Alessandra Biasi, i ragazzi hanno ideato delle ipotesi di restauro e di nuove destinazioni d’uso per tre emergenze architettoniche di Palmanova: la polveriera Barbaro, le mura della città e l’ex Caserma Filzi. Per ognuno di queste siti, sono stati effettuati accurati rilievi tramite laser scanner e fotogrammetria; questi ultimi sono due metodi tramite i quali è possibile ricavare delle restituzioni digitali in due e tre dimensioni per poter lavorare comodamente al computer.

Divisi in team di lavoro, gli studenti hanno analizzato i materiali e mappato lo stato di degrado di ogni parte degli edifici in modo tale da avere una buona base di partenza su cui improntare i progetti di recupero. In merito alla ex caserma, le ipotesi prevedono una cantina-enoteca nel piano interrato e un ostello o B&B al piano superiore unito ad un luogo di sosta per i ciclisti a quota sottotetto. All’esterno, invece, è stato previsto un percorso pedonale e ciclabile che interesserà la cima delle mura. Proprio parlando di queste, la via calpestabile sarà il frutto del recupero di un antico tracciato che le guardie percorrevano per sorvegliare gli ingressi della città. Per la polveriera Barbaro, inoltre, è stata ipotizzata la realizzazione di una sala conferenze o di un auditorium, nel rispetto delle peculiarità attuali dell’edificio in merito al sistema costruttivo e ai materiali impiegati.

L’iniziativa a cui hanno partecipato i 37 studenti di Palmanova s’inserisce nel programma della convenzione stretta tra Università di Udine, Demanio e Soprintendenza mirata alla valorizzazione del patrimonio urbano, storico e architettonico della città stellata. Tutti i progetti dei ragazzi sono stati presentati in occasione di un incontro tra Alberto De Toni, rettore dell’Ateneo, Francesco Martines, sindaco di Palmanova, Pierluigi De Blasio, direttore del Demanio friulano e Stefania Casucci, rappresentante della Soprintendenza del Friuli-Venezia Giulia. Vedere realizzati i progetti di ragazzi universitari sarebbe un piccolo passo in avanti verso la conquista delle nuove idee e del ‘cambio di ronda’, ossia l’inserimento dei giovani a fronte di un’uscita degli anzianotti.

Al nostro Paese serve una ventata di svecchiamento e l’università potrebbe davvero essere la chiave per il raggiungimento di tale obiettivo.

Di Giulia Pezzullo

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