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I social network per vendere le schiave. Ecco il report Onu sull’Isis

I social network per vendere le schiave. Ecco il report Onu sull’Isis

L’annuncio redatto dall’università delle Nazioni Unite evidenzia il traffico di donne compiuto dal califfato. Facebook e Twitter strumenti preferiti p

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L’annuncio redatto dall’università delle Nazioni Unite evidenzia il traffico di donne compiuto dal califfato. Facebook e Twitter strumenti preferiti per vendere schiave.

Se pensavate che la schiavitù non esistesse più, vi sbagliavate di grosso. Questo dato è infatti confermato da un report dell’Onu, secondo cui le piattaforme web non servono solo ad arruolare nuovi affiliati, ma anche a creare una tratta virtuale di donne, da vendere come schiave sessuali.

Queste ultime vengono prima raggirate e attratte tra le fila del sedicente Stato Islamico, ma poi anziché essere date in spose a militanti Isis (come promesso), vengono rivendute sui vari forum, gli stessi del traffico d’armi, o Facebook, Twitter e quant’altro.

Zainab Hawa Bangura, rappresentante delle Nazioni Unite che si occupa delle violenze sessuali perpetrate durante il conflitto, ha così dichiarato in un’intervista: “Donne e bambine vengono offerte negli stessi forum online in cui si trovano fucili e granate”.

E così il web, tra tanti aspetti positivi, libertà e possibilità di opinione, può ritrovarsi mal sfruttato, per non dire un vero inferno digitale.

Di Umberto Scifoni

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