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In alto i calici per gli studenti di Ovada

In alto i calici per gli studenti di Ovada

“Un nuovo corso è come il vino: non basta il lavoro, ci vuole passione”. È ripartito in questi giorni all’Itis Barletti di Ovada il terzo anno del pri

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“Un nuovo corso è come il vino: non basta il lavoro, ci vuole passione”.

È ripartito in questi giorni all’Itis Barletti di Ovada il terzo anno del primo corso della facoltà di agraria con indirizzo enologia. Per i 21 aspiranti enologi l’ultimo anno rappresenterà una vera e propria sfida che non mancherà però di elargire gradi soddisfazioni e bellissime esperienze.

Sarà infatti possibile, grazie al micro impianto già istallato nella scuola e alla disponibilità di un vigneto e di una botte in cantina da parte delle due aziende Alemanni di Tagliolo Monferrato e Gaggino di Ovada,

la creazione del primo vino che riporterà l’etichetta della scuola.

I ragazzi potranno finalmente mettere in pratica la teoria appresa fra ai banchi mettendosi alla prova con esperienze come la raccolta dell’uva, la vinificazione e l’imbottigliatura. A rendere possibile tutto questo anche l’azienda di trasporto locale Saamo impegnata nell’assicurare i collegamenti necessari fra la scuola e le cantine adibite. Fervidi sostenitori del progetto sono gli stessi vignaioli che non mancano di incoraggiare i più giovani verso questo campo poco battuto: “È la scuola che mancava per rivalutare l’Ovada, bisogna formare professionisti del vino”. Fra i nuovi docenti inoltre figura il sommelier alias professore di chimica Giuseppe Vigo.

Non vediamo l’ora di assaggiare, o dovremmo dire degustare, il prodotto finale di questa splendida iniziativa.

Di Laura Messedaglia

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