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Università di Torino: tre esami in 48 ore

Università di Torino: tre esami in 48 ore

Roba da matti all'Università di Torino. Gli studenti dei corsi umanistici si appellano al buon senso dei docenti. #FacceCaso. Sostenere tre esami in 4

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Roba da matti all’Università di Torino. Gli studenti dei corsi umanistici si appellano al buon senso dei docenti. #FacceCaso.

Sostenere tre esami in 48 ore si può? Chiedete ai centinaia di studenti dei corsi umanistici dell’Università di Torino.

Il calendario didattico prevede una sessione straordinaria a novembre della durata di 5 giorni ma i professori, neanche a farlo apposta, hanno concentrato tutti i loro esami nei primi due.

“Chi come me vorrebbe laurearsi nei prossimi mesi si trova nel panico più totale, dal momento che vi è il forte rischio di slittare alla sessione estiva e quindi di pagare anche la seconda rata delle tasse” ha denunciato una studentessa di lettere.

Paola Senore del collettivo Riserva culturale che rappresenta gli studenti di Scienze umanistiche racconta:“Chi frequenta Lettere si è ritrovato con due esami complessi come Latino e Linguistica nello stesso giorno”.

“In passato era già successo che le prove si accumulassero in giorni ravvicinati, ma mai così tanto. Abbiamo già sollevato la questione ma ci dicono che non si può fare nulla. Stiamo raccogliendo le firme per chiedere una distribuzione migliore, basterebbe che i docenti si parlassero tra loro. È scandaloso pagare quasi mille euro l’anno (ma altri miei colleghi pagano molto di più) per un servizio semplicemente scadente. In questi anni ho visto davvero tutto. Ho sempre convissuto con la presenza di più esami nello stesso giorno, ma stavolta la situazione è fantascientifica” ha concluso la studentessa.

Sergio Roda, direttore della Scuola di Scienze umanistiche, risponde così alle accuse mosse dagli studenti: “I professori indicano soprattutto i primi giorni della sessione perché se i candidati sono molti c’è il rischio di dover continuare nei giorni successivi. Ma fare esami durante il periodo di lezione è complicato, anche perché le aule di Palazzo Nuovo sono occupate. Il problema degli spazi esisteva già prima, ma si è aggravato con la chiusura dei piani alti per la rimozione dell’amianto. Per la sessione di novembre è impossibile tornare indietro, si creerebbe un effetto domino. Stiamo cercando una soluzione. A mio parere, l’ideale sarebbe fare due appelli a settembre anziché uno a novembre”. #FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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