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Tecnologia e Università: l’unione fa la forza, ma soprattutto la correttezza

La tecnologia anti-frode universitaria sembra ancora un miraggio. L'università si sa, è una complessa macchina, ma non sempre i suoi meccanici sanno f

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La tecnologia anti-frode universitaria sembra ancora un miraggio.

L’università si sa, è una complessa macchina, ma non sempre i suoi meccanici sanno farla funzionare al meglio.

Questo accade soprattutto se pensiamo ai numerosissimi concorsi, esami e test svolti ogni giorno che dovrebbero assicurare al candidato un controllo, una sorveglianza e una giustizia non sempre rispettata.
Non che le università moderne non si siano operate: depositi borse, consegna dei cellulari, esibizione di carte di identità e appelli, ma tutto questo non sempre sembra bastare.
Eppure in un’era come la nostra parlare di tecnologia anti-frode applicata all’Università non dovrebbe sembrare roba da fantascienza!

La legislazione, purtroppo, appare ancora molto arretrata sulla questione e al contrario non sempre si schiera a favore della trasparenza. Mentre la Francia si muove, ancora in fase di studio, verso norme che regolino l’uso di comunicazione telefoniche tramite strumenti che ne disturbino il funzionamento, l’Italia appare ancora molto lontana da tutto ciò.

Ogni anno i ricorsi aumentano assieme al malcontento di migliaia di studenti stufi di non essere tutelati.
Dei provvedimenti sembrano oramai diventati necessari.

Di Laura Messedaglia

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