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#FacceCaso incontra Whazzo, l’app per le tue serate!

#FacceCaso incontra Whazzo, l’app per le tue serate!

Ormai il mondo viaggia tramite le App. La loro origine è, spesso, nelle startup che vedono protagonisti molti ragazzi. Noi abbiamo fatto quattro chiac

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Ormai il mondo viaggia tramite le App. La loro origine è, spesso, nelle startup che vedono protagonisti molti ragazzi. Noi abbiamo fatto quattro chiacchiere con Andrea Marchioni, uno dei membri dell’app Whazzo, pensata per le vostre serate!

Un giorno, smanettando sul “Play Store” mi imbatto in Whazzo. Mi sembra geniale: cosa c’è di miglio di un’applicazione che mi consiglia dove andare con gli amici e cosa fare la sera?
Mi metto in contatto con Andrea, uno dei ragazzi che fa parte e lavora per l’App, gli strappo qualche domanda: può essere sempre utile sapere dove andare o come fare per chi ha una bella idea da sviluppare.

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  • Ciao Andrea cosa è Whazzo? Quando è nata? Cosa rappresenta per te?

Whazzo S.r.l. è una startup romana che ha creato e lanciato nel 2014 un’App gratuita per tutti gli smartphone Android e iOs, questa permette agli utenti che vi accedono di usufruire del database più completo di eventi di Roma. L’App risponde all’esigenza di sapere cosa fare in città anche in movimento: infatti quante volte è capitato di uscire la sera con gli amici e non sapere dove o cosa fare? Whazzo vi aiuta proprio in questo.
Per me Whazzo è la prima esperienza all’interno di una startup, ho lavorato precedentemente presso alcune grandi aziende, ma l’esperienza accumulata in questo anno e mezzo è stata unica, infatti ho dovuto affrontare ogni giorno delle sfide sempre diverse che mi hanno fornito un bagaglio di esperienza importante.

  • Come è nata l’applicazione e come lavorate al suo interno? Quale è nello specifico il tuo ruolo?

L’app è strutturata come una piccola redazione di un giornale: è composta dai content editor che sono il motore dell’applicazione e che curano la parte della ricerca degli eventi definita anche cool hunting e procedono all’inserimento di questi all’ interno del database di Whazzo, successivamente in vari momenti della giornata vengono effettuate le pubblicazioni ovvero quando tutti i nuovi eventi inseriti nel database compaiono all’interno dell’App.
Un’altra parte invece si occupa di stringere accordi commerciali con alcune realtà nel mondo degli eventi, tramite dei canoni mensili verrà corrisposto ad alcuni eventi a noi segnalati una maggiore visibilità. L’ultima componente è la parte informatica: una società si occupa infatti del mantenimento di tutto il software che è dietro all’App.
Il mio ruolo all’interno dell’organizzazione non può essere definito in confini ben precisi, questo accade spesso nel mondo delle startup, le sfide di tutti i giorni ci portano a dover affrontare impegni molto diversi. In generale il mio lavoro ha lo scopo di sviluppare e di far crescere la società, migliorando i processi aziendali o formulando nuove idee.

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  • Come e dove funziona l’applicazione?

L’App è localizzata nella città Roma, e fa dei romani il proprio target, è possibile scaricarla gratuitamente dai più famosi store (iOS e Play Store). Questa è divisa in categorie (Cinema, concerti, teatri, culture, sport e extra) e permette ,in alcuni casi, di acquistare i biglietti e condividere gli eventi con i propri amici. Selezionando un evento è possibile visionare le informazioni del medesimo, la descrizione, gli orari, i video e la mappa per trovare il luogo dell’evento.

  • Cosa consiglieresti a tutti i ragazzi che come voi hanno avuto una simile idea per poterla concretamente sviluppare? In particolare per svilupparla tramite un’applicazione quali sono i passi da seguire?

Un consiglio a tutte le persone che dopo un’attenta ricerca del mercato hanno deciso di lanciare un servizio o un prodotto che credono risponda all’esigenze di un target di persone è quella di formare un team forte: questo deve essere completo, fatto degli elementi necessari per il funzionamento dell’App.
Non bisogna essere sbrigativi, prima di affrontare una sfida di queste genere infatti le statistiche sono preoccupanti. Nel primo anno la percentuale di fallimento di queste iniziative sono altissime. I primi passi, come già anticipato, sono di formare un team solido e il secondo di creare un business plan in cui si delineano le linee di rientro dell’investimento che devono essere reali e concrete, difficilmente si troveranno investitori che saranno disposti ad investire in un progetto senza un piano strategico ben studiato e ponderato.

Ringrazio Andrea e lo lascio al suo lavoro, sperando che la sua testimonianza possa essere di aiuto, anche solo per passare una sera al cinema.

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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