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Borse di studio? Ecco tutto ciò che devi sapere!

Borse di studio? Ecco tutto ciò che devi sapere!

Non tutti possono permettersi di studiare all’Università, altri invece possono godere di un incentivo per farlo: tutto quello che devi sapere per gode

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Non tutti possono permettersi di studiare all’Università, altri invece possono godere di un incentivo per farlo: tutto quello che devi sapere per godere della borsa di studio.

Il diritto all’istruzione è un diritto fondamentale, garantito e tutelato sia a livello nazionale che sovranazionale, tanto che numerosi sono i rimedi utilizzabili per darvi concreta applicazione nella più disparata varietà di casi in cui tale diritto rischierebbe di essere compromesso.

Uno degli strumenti di maggior importanza e notorietà è la borsa di studio, in particolar modo quella universitaria, in quanto relativa ad un percorso non obbligatorio, quindi spesso abbandonato da chi non potrebbe permetterselo, ma anche più dispendioso rispetto a quello scolastico.
Spesso solo con un finanziamento da parte di terzi (privati/imprese, fondazioni, Stato/Regioni) è possibile portare avanti i propri studi specialistici universitari: tali finanziamenti possono essere concessi al verificarsi di diverse situazioni, in particolare il merito dello studente (non solo nello studio ma anche nelle ulteriori attività svolte quali lo sport); la necessità economica dettata dalle esigue risorse finanziarie dello studente che non gli permetterebbero di frequentare l’università; l’appartenenza ad una minoranza etnica o di genere.

Le borse di studio universitarie in Italia vanno divise in due categorie:

  1. quelle “standard”, gestite dalle Regioni in autonomia con i soldi erogati dallo Stato, le quali sono sempre richiedibili;
  2. quelle derivanti da particolari bandi di concorso, indetti saltuariamente, che vengono date ai vincitori che rivestono tutte le specifiche caratteristiche richieste.

Le più note borse di studio, che sono anche quelle sulle quali gli studenti universitari possono confidare maggiormente sono ovviamente le prime, offerte ogni anno dalle Regioni con i fondi trasferiti dal Miur e gestite di città in città dall’Azienda per il Diritto allo Studio, presso la quale bisogna recarsi per ritirare i moduli da compilare e presentare per candidarsi, in conformità ai bandi di concorso che vengono generalmente fatti uscire tra luglio e i primi di settembre.
I requisiti richiesti prendono in considerazione essenzialmente due parametri, la condizione economica del richiedente, valutata in base agli indici ISEE (ogni anno confermati o modificati dal governo), ma anche il merito dello studente, basato sui risultati dei suoi studi precedenti e in corso.

L’esito del concorso può essere positivo o negativo: in particolare si può essere idonei assegnatari, non idonei (non avendo raggiunto i requisiti richiesti) e idonei non beneficiari (quando pur avendo vinto il concorso non vi sono fondi a sufficienza per erogare tutte le borse di studio), una categoria molto controversa, seppur necessitata dalla scarsezza delle risorse, che proprio in questi giorni sta facendo moto discutere, data la non assegnazione di borse di studio a molti studenti dell’Abbruzzo, pur risultati vincitori.

Una volta “conquistata” la borsa di studio questa deve essere mantenuta negli anni successivi e ciò avviene grazie alla valutazione dei requisiti di merito: più precisamente lo studente borsista deve ottenere un certo numero di crediti ogni anno (entro il 10 agosto dell’anno accademico in corso), pena la caducazione del beneficio alla borsa di studio.

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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