Tempo di lettura: 2 Minuti

Secondo Almalaurea i dottorandi italiani guadagnano 800 euro in meno rispetto agli altri

Secondo Almalaurea i dottorandi italiani guadagnano 800 euro in meno rispetto agli altri

Lo dice uno studio del consorzio di Università di Almalaurea, che ha studiato i dati, positivi e negativi, della occupazione dei dottorandi italiani.

Quante borse di studio universitarie vengono realmente pagate in Italia dallo stato?
In Puglia c’è ancora chi aspetta la borsa di studio
Per i rifugiati un’università telematica

Lo dice uno studio del consorzio di Università di Almalaurea, che ha studiato i dati, positivi e negativi, della occupazione dei dottorandi italiani. Dottorandi che guadagnano meno dei loro colleghi europei, evidenziando un problema molto radicato nella ricerca italiana.

Secondo lo studio di Almalaurea il compenso medio di un ricercatore italiano è di 1.496 euro al mese. Mentre in Europa la media è di 2.295 euro al mese. 800 euro che fanno la differenza e che evidenziano un divario enorme tra la pubblica istruzione europea e quella italiana. Ci sono anche dei lati positivi, come l’85% di occupazione per i dottorandi e il reddito superiore a quello dei laureati magistrali.

Ma il direttore di Almalaurea, Ivano Dionigi, dice che i dottorandi e ricercatori non sono valorizzati quanto dovrebbero dallo stato, che perde quindi una grande occasione nei giovani che potrebbero risollevare il paese. Ci sono poi ricercatori che guadagnano di più e altri che invece non si staccano dai 1.200 mensili. E’ il caso dei dottorandi in scienze umane, i meno pagati d’Italia. Mentre i dottorandi in scienze della vita arrivano anche  a 1.734 euro al mese. Anche all’estero i dottorandi nelle cosiddette Humanities, ossia le materie umanistiche, sono i meno pagati. Con però un compenso annuo di 75 mila dollari.

Questo a cosa porta? Al fatto che il 70 % dei ricercatori italiani emigrano all’estero dove ritengono di poter trovare migliori opportunità. Secondo Dionigi, il problema è che tra chi trova lavoro dopo il dottorato solo il 25% è assunto a tempo indeterminato.

Ma il problema più grave è che nelle aziende italiane per qualche ragione i curricula troppo fitti di titoli non fanno presa, e in Italia il numero di manager laureati è il più basso d’Europa. Questo spinge e spingerà sempre di più i ragazzi ad infoltire le università straniere, alimentando il fenomeno della “Fuga di cervelli“. 

 

#FacceCaso

Di Alessandro Luna

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0