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C’è da stare attenti a cosa si pubblica su Instagram

C’è da stare attenti a cosa si pubblica su Instagram

Comincia un nuovo programma per filtrare contenuti, foto censurabili e immagini che riguardano star. Se pensavate che su Instagram fosse lecito pub

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Comincia un nuovo programma per filtrare contenuti, foto censurabili e immagini che riguardano star.

Se pensavate che su Instagram fosse lecito pubblicare qualsiasi contenuto, vi sbagliavate, eccome se vi sbagliavate. Infatti nessuno rimarrà più impunito e inafferrabile per i post che inviamo, secondo un nuovo meccanismo di censura che l’App vuole adottare.

È un’operazione globale di sicurezza sui contenuti, pensata per evitare che si diffondessero immagini, video e commenti impropri; i rischi quindi diventano molti, fino ad arrivare al blocco dei profili ritenuti inappropriati.

Il tema rientra nell’ambito della libertà di espressione, un campo giuridico davvero contorto per tutto il web, dove la differenza tra censura e sicurezza è veramente ai minimi storici, ma il bollino rosso per Instagram non è affatto una cattiva idea, poiché l’esposizione anche di minorenni a foto e documenti è enorme, rischi che si corrono su molti ambiti quindi, senza dimenticare le varie sensibilità che possono avere utenti di culture e provenienze diverse e globali.

Cosa dice quindi il nuovo statuto? Ecco un estratto:

“È proibito pubblicare sui Servizi foto o altri contenuti violenti, con nudità totali o parziali, discriminatori, illegali, illeciti, contenenti messaggi di odio, pornografici o con allusioni sessuali esplicite…È vietato diffamare, perseguitare, abusare, infastidire, intimidire persone o entità ed è altresì vietato pubblicare tramite i Servizi informazioni private o riservate, inclusi, tra gli altri, dati di carte di credito, codici fiscali o altri numeri identificativi nazionali, indirizzi privati o informazioni sulla posizione, numeri di telefono non pubblici, indirizzi e-mail non pubblici, propri o altrui”.

A questo punto l’interrogativo è d’obbligo: come possiamo definire tale atteggiamento, censura o difesa degli utenti?

Di Umberto Scifoni

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