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Sorridete, dite cheese e leggetevi ‘sto TG USA 2.0

Sorridete, dite cheese e leggetevi ‘sto TG USA 2.0

In quest'edizione parliamo del cheese model, di una brutta gaffe in cui è incappata la Durham University e del cosiddetto machine learning. Archiviat

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In quest’edizione parliamo del cheese model, di una brutta gaffe in cui è incappata la Durham University e del cosiddetto machine learning.

Archiviato un 2020 difficile, continua a combattere contro il Coronavirus e ad indebolirlo con le sue bombe (ogni settimana una nuova Covid News nel box a metà articolo). È il TG USA 2.0 ladies and gentlemen, siete carichi per questa nuova edizione? Allora daje; anzi, C’MON!

Durham ma che fai?

Brutta disavventura per il social media manager della Durham University, che è finita nel mirino dei critici a causa di un tweet che l’ateneo ha pubblicato nell’ambito della campagna mediatica contro la pratica del Drink Spiking (drogare il bicchiere di qualcun altro senza il suo permesso). La Durham è stata infatti accusata di aver colpevolizzato, attraverso questo tweet, le vittime di tale fenomeno. Il messaggio in questione è stato ovviamente già rimosso dal profilo dell’ateneo.

Curiosità della settimana: entrambi i fondatori di Nike, Phil Knight e Bill Bowerman, sono passati per la University of Oregon di Eugene. Il primo è un ex corridore dell’ateneo, mentre il secondo ha ricoperto il ruolo di allenatore della squadra di atletica.

Covid, fai cheese!

Cheese come “cheese model”, il modello di prevenzione del contagio da Covid-19 che un gruppo di epidemiologi della University of Michigan di Ann Arbor sta cercando di promuovere nelle scuole di tutto lo Stato. Il modello prevede una sorta di protezione “a strati” che passa per il completamento del ciclo vaccinale, per l’utilizzo delle mascherine e per l’impiego del distanziamento sociale. Tutte queste forme di prevenzione hanno delle lacune, dei buchi; da qui l’utilizzo del termine “cheese”.

Si è laureato a…New Haven. Stiamo parlando dell’attore statunitense Alessandro Nivola, il quale ha conseguito una laurea in lingua e letteratura inglese presso la Yale University nel 1994.

Le culture si apprendono…in automatico

Ne sono sicuramente convinti i ricercatori della Northern Arizona University di Flagstaff, che hanno cominciato ad utilizzare degli algoritmi basati sulla tecnologia GPU per categorizzare i piccoli pezzi di antiche anfore di ceramica. Gli studiosi sono convinti che nell’immediato futuro l’apprendimento automatico (meglio noto come “machine learning”) avrà un ruolo sempre più centrale nel processo di classificazione di antichi artefatti.

Per questa settimana è tutto cari lettori. Il TG USA 2.0 saluta, ringrazia e augura una buona giornata a voi e ai vostri congiunti. Inoltre vi invita to be careful (de ‘sti tempi più del solito) o, se preferite, a FacceCaso.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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