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La Sapienza guarda al futuro, forse nel modo sbagliato

La Sapienza guarda al futuro, forse nel modo sbagliato

La Sapienza cambia nome e si definisce “Campus” ma siamo sicuri che abbia le carte in regola per farlo? #FacceCaso. Per il suo settecentesimo complea

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La Sapienza cambia nome e si definisce “Campus” ma siamo sicuri che abbia le carte in regola per farlo? #FacceCaso.

Per il suo settecentesimo compleanno, La Sapienza sostituì il logo. Dalla minacciosa Minerva si passò al Cherubino di Borromini.

Oggi, anche grazie ai 150 milioni ottenuti dalla Banca Europea per gli Investimenti, l’università più grande d’Europa pensa al futuro.

Nell’annunciare il suo nuovo orizzonte, La Sapienza si definisce “Campus” ma siamo sicuri che abbia le carte in regola per farlo? Nel suo nuovo progetto di espansione sono stati menzionati “70 chilometri di scaffali” nella nuova biblioteca: ma i computer che fine hanno fatto?

Delle indicazioni riguardo il progressivo uso dell’inglese in alcuni corsi di laurea non c’è traccia. Stessa cosa per quanto riguarda nuovi corsi di laurea. Certo che con tutti quei soldi uno sforzo in più si poteva pure fare.. no?! #FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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