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Combattere l’omofobia con l’istruzione. Questa è l’dea della ministra Valeria Fedeli

Combattere l’omofobia con l’istruzione. Questa è l’dea della ministra Valeria Fedeli

Il ministero invia una circolare invitando le scuole ad essere un luogo aperto in cui le differenze arricchiscono e non sono motivo di paura. Ofomobi

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Il ministero invia una circolare invitando le scuole ad essere un luogo aperto in cui le differenze arricchiscono e non sono motivo di paura.

Ofomobia nelle scuole? Il Miur pensa alla svolta. Il 17 maggio è stata celebrata la giornata internazionale contro omofobia, la bifobia e la transfobia. Giornata che è stata promossa nel 2007 dal Parlamento Europeo e che si celebra ogni anno.

Quest’anno la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha deciso di inviare una circolare per invitare tutte le scuole a promuovere tale giornata e ad approfondirne i temi, principalmente omofobia e transfobia, in classe.

Il fine è quello di sensibilizzare i giovani ed educarli al rispetto reciproco. Nell’ottica della Ministra Fedeli, la scuola deve essere un luogo di scambio in cui tutti hanno pari diritti e tutti possono esprimere la propria opinione.

Omofobia, una paura che deriva da qualcosa che è considerato diverso. Ecco, la scuola deve essere quel luogo in cui le differenze non esistono e le diversità diventano ricchezze.

Per questi motivi il ministero invita gli insegnati e gli studenti a parlare, discutere ed affrontare un tema come questo che per tanto, troppo tempo è stato un tabù. È giusto che i ragazzi siano informati e che possano formarsi un pensiero critico anche riguardo questioni che non sono prettamente scolastiche.

Tra le altre cose, nella circolare, i giovani vengono invitati a non fare finta di niente davanti alla violenza, sia verbale che fisica. Quello del ministero è un invito ad agire, contrastare e denunciare.

Per aiutare studenti e professori ad approfondire il tema, il MIUR ha creato una piattaforma online per trovare del materiale e dove sono raccolte le iniziative realizzate da altre scuole che possono essere usate come esempio e spunto.

Confido in una scuola sempre più aperta. Luogo in cui i ragazzi siano liberi di esprimersi, e dove il tempo possa essere impegnato per sostituire alle lezioni frontali degli approfondimenti sui diritti umani e sulla Costituzione.

Di Chiara Zane

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