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Qual è il criterio con cui fanno la spesa i giovani? Cosa ne pensano dei vaccini?

Qual è il criterio con cui fanno la spesa i giovani? Cosa ne pensano dei vaccini?

Una ricerca svolta dall’Università di Siena traccia il profilo del giovane italiano in ambito alimentare e salutista. Stili di comportamento alimenta

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Una ricerca svolta dall’Università di Siena traccia il profilo del giovane italiano in ambito alimentare e salutista.

Stili di comportamento alimentare dei giovani compresi tra i 16 ed i 35 anni. Questo il tema della ricerca svolta su un campione di più di mille ragazzi e presentata il 20 maggio dall’Università di Siena.
Dall’indagine emerge un quadro chiaro delle preferenze e delle abitudini dei giovani italiani.

Temi come l’alimentazione e la salute sono ormai virali. Ogni giorno leggendo le notizie o semplicemente scorrendo i social network ci capita di leggere articoli, opinioni, consigli e che più ne ha più ne metta, riguardo alla salute e al cibo. Ma cosa ne pensano davvero i ragazzi?

In contrasto con questa ondata salutista che sembra aver contagiato un po’ tutti, dalla ricerca emerge che ciò a cui i giovani prestano più attenzione nel momento in cui fanno la spesa è il prezzo.

Risulta chiaro che il ragazzo medio guarda subito al prezzo (91%), in seguito, alla provenienza italiana del prodotto (84%) e poi all’affidabilità del brand (81%).

I dati raccolti sono serviti anche ad affermare il 40% del campione analizzato è classificabile come “agnostico alimentare” ha quindi abitudini alimentari diverse, nel senso che non si fossilizza su cibi solo di qualità o solo su junk-food.

Interessante è anche il dato che mette in evidenza quanto i social, che comunque i giovani utilizzano quotidianamente, non influenzino molto le loro opinioni. Infatti, solo il 23% dichiara di avere fiducia nelle informazioni veicolate da questi.

Per quanto riguarda i vaccini, nonostante le polemiche scoppiate ultimamente, i giovani continuano a pensare che siano fondamentali e credono che debbano essere obbligatori per tutti i bambini che frequentano le scuole.

Concludendo, si può affermare che i ragazzi italiani sono interessati all’alimentazione, si informano soprattutto tramite i medici di famiglia e poco attraverso i social, e che le condizioni economiche influenzano molto le scelte dei consumatori.

Di Chiara Zane

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