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Cari writers, trasformiamo i graffiti in arte

Cari writers, trasformiamo i graffiti in arte

I writers continuano a sporcare le nostre città. Provengono anche dall'estero, ma posso rendere tutto ciò una vera opera d'arte. I writers nelle gran

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I writers continuano a sporcare le nostre città. Provengono anche dall’estero, ma posso rendere tutto ciò una vera opera d’arte.

I writers nelle grandi città sono sempre stati dei grandi problemi, soprattutto in quanto imprevedibili e velocissimi nelle loro azioni.

Sono frutto di realtà degradate e socialmente problematiche, dove purtroppo le famiglie e la scuola non sono riuscite ad allontanare dalla strada questi ragazzi.

Sono molti infatti i giovani sotto i 20 anni, perché dei trentanove writers fermati recentemente dalla Polizia locale di Milano ben 11 sono minorenni.

Purtroppo oltre ai giovani del posto si aggiungono quelli provenienti dall’estero. Negli ultimi mesi sono stati intercettati dai carabinieri, anche 7 spagnoli e 2 cittadini cileni.

Si aggiornano anche nei modi per imbrattare i muri, con strumenti sempre più invasivi e difficili da rimuovere. Infatti possiamo citare il cosiddetto “marker a cera” che è un grande pennarello che va a ledere le superfici.

In qualsiasi modo, però, le istituzioni devono cercare di debellare questa piaga che va a scontrarsi contro il decoro urbano, cercando in primis di instaurare un dialogo con famiglie e scuole e in seguito di creare degli spazi in cui poter liberamente esprimere la propria creatività, senza andare a rovinare pareti di edifici o di convogli ferroviari.

Creando questi spazi con dei muri, le rappresentazioni dei writers possono diventare una vera e propria espressione dell’arte moderna e non semplicemente un atto incivile e vandalico.

#FacceCaso

Di Gianmarco Saulli

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