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Numero chiuso: tutte le polemiche e le reazioni

Numero chiuso: tutte le polemiche e le reazioni

Dopo ciò che è successo a Milano, con lo zampino del Tar del Lazio, si riaccendono le proteste per i test d’ammissione. Il numero chiuso torna ad ess

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Dopo ciò che è successo a Milano, con lo zampino del Tar del Lazio, si riaccendono le proteste per i test d’ammissione.

Il numero chiuso torna ad essere un grande argomento di discussione in tutti gli atenei italiani, con un occhio di riguardo alla Statale di Milano, che ha tentato di inserire il test d’ammissione a quelle facoltà che tendenzialmente non lo hanno, quelle umanistiche.

È guerra tra il sindaco Sala e il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: mentre il sindaco di Milano si schiera su una posizione più moderata, dicendo che non si può definire il numero chiuso giusto o sbagliato ma bisogna contestualizzare. Più radicale è Salvini che non concepisce l’idea per cui un tribunale amministrativo debba giudicare la decisione di un’università statale.

Precisamente, l’ateneo aveva previsto il numero chiuso a Lettere, Filosofia, Storia, Beni Culturali e Geografia ma UDU (Unione degli Studenti) aveva fatto ricorso al Tar del Lazio dicendo che la legge che acconsente al numero chiuso non lo prevede per queste facoltà e allo stesso modo non si può addurre come spiegazione la mancanza di docenti.

Concorda almeno in parte il rettore dell’Università di Bari che da qualche anno ha iniziato una vera e propria battaglia la numero chiuso, per contrastare la continua “emigrazione” degli studenti verso il Nord. Fino ad ora è riuscito a togliere il test in quattro facoltà e prevede di farlo in altre quattro pur riscontrando diversi problemi.

Come la mancanza di docenti, che impedisce lo svolgimento regolare di lezioni ed esami: problema fondamentale se si considera che il 35% dei ragazzi pugliesi sceglie di andare fuori regione per studiare.

Un problema insomma, e voi, numero chiuso o no?

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

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