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Danimarca? È il paese dei balocchi per l’università. Ce lo racconta Luca

Danimarca? È il paese dei balocchi per l’università. Ce lo racconta Luca

Un giovane studente ci racconta le sue prime impressioni nella penisola danese. Molto di noi almeno una volta prima di scegliere il proprio cammino u

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Un giovane studente ci racconta le sue prime impressioni nella penisola danese.

Molto di noi almeno una volta prima di scegliere il proprio cammino universitario, hanno valutato l’opzione estero o almeno ne hanno sentito parlare.
Oggi vi racconteremo della testimonianza di Luca Milani , classe ’97 , proveniente dalla provincia romana che si è trasferito in Danimarca.

Una volta terminato il liceo scientifico ha deciso che i suoi studi sarebbero stati sulla matematica e la fisica, perciò ha optato per la facoltà di Ingegneria Meccanica.
La Danimarca ha la monarchia più antica d’Europa e seconda in tutto il mondo solo dopo quella del Giappone. Dura da oltre 1000 anni.
Affascinato sin da piccolo dal paese che si affaccia sui mari del nord, il giovane Luca ha voluto cambiare la propria casa , perché ritiene a che il sistema italiano sia incompatibile con le sue esigenze.
Dice infatti che ha intenzione di lavorare, almeno part-time per pagarsi le spese quotidiane e l’affitto della casa, affinché la sua permanenza lontano non sia così pesante per le finanze della propria famiglia.

Secondo alcune recenti statistiche solo il 4% dei giovani danesi non ha un occupazione.
Luca, tuttavia è stato agevolato anche da alcuni corsi messi a disposizione per tutti i nuovi residenti.
Corsi di Lingua Danese gratuiti, per par si che l’integrazione sia nettamente più facile con il resto della popolazione locale.

Conoscere la lingua danese è importante, perché per lavorare non è sufficiente conoscere solamente l’inglese.
Il lavoro è fondamentale per gli studenti, perché permette ad essi di avere un sussidio speciale da parte delle istituzioni di circa 750 euro, necessari per arrotondare e vivere in serenità la propria vita.
Oltre a tutti questi aspetti di carattere “economico”, tocchiamo il tasto relativo all’università e alla sua organizzazione in generale.

Le sedi universitarie danesi sono decisamente più contenute rispetto a quelle italiane, ma sostanzialmente più organizzate e forse anche un po’ più efficienti. In linea di massima la modalità delle lezioni sono le stesse, mentre cambiano le sessioni d’esame, che sono solo una a semestre.
Milani sottolinea inoltre quanto sia più facile parlare e avere un contatto diretto con i singoli professori, quasi da creare un rapporto molto socievole e persino amichevole.

Conclude dicendo che il punto forte delle università danesi è puntare sull’aspetto pratico dei vari corsi, con esperimenti esercizi e vari progetti, che sono molto vicini all’esperienza reale.
Tutto ciò, infatti è finalizzato al graduale avvicinamento degli studenti al mondo del lavoro per far sì che siano subito pronti, mentre in Italia è tutto molto più teorico e molto lontano dal mondo che conta davvero.

#FacceCaso

Di Gianmarco Saulli

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