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C’è distanza tra i giovani e i giornali

C’è distanza tra i giovani e i giornali

I giornali non sono più vicini alla fascia più green della popolazione italiana. DataMediaHub conferma ciò che viene ripetuto da anni, e la situazione

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I giornali non sono più vicini alla fascia più green della popolazione italiana. DataMediaHub conferma ciò che viene ripetuto da anni, e la situazione peggiorerà.

Il segreto di pulcinella, in Italia, è proprio quello sui giornali. Hey, lo sapevi che in Italia i ragazzi non leggono più i quotidiani?
Nei giorni scorsi DataMediahub ha però cercato di rispondere in maniera statistica ad alcune affermazioni. Le vendite diminuiscono perché le nuove generazioni non leggono, per questo sono anche più ignoranti.

L’analisi è stata fatta sia sulla lettura delle news online che sull’acquisto dei giornali: “La fascia d’età 13-17 anni arriva massimo al 3,1% nel caso di Leggo e mediamente si attesta intorno al 2%”.

Mentre “Anche coloro tra 18 e 24 anni restano assolutamente una minoranza con una media dell’11% circa per tutte le testate a prescindere da orientamento politico e format editoriale”.
Audipress inoltre aggiunge dei dettagli, con dati di lettura dei quotidiani.
Prendendo varie fasce di età, 14-17 anni, 18-24, 25-34, 35-44, 45-54, 55-64, 65 e oltre, emerge come la percentuale di lettura è un calo verticale. Nel 1998 per le fasce di età 14-17 e 18-24 c’erano, rispettivamente, 901mila (tasso di penetrazione: 35,6%) e 2,5 milioni (44%) lettori. Oggi molti di meno.

Tra i 14-17enni ci sono 532mila lettori (24%) e tra i 18-24enni il dato scende rispetto a 18 anni fa a 1,36 milioni (31,4%). La situazione è peggiore per i settimanali.
La flessione per la penetrazione del mondo della lettura nei ragazi vive quindi un calo irrefrenabile. In una situazione del genere è difficile immaginare risoluzioni a breve termine. Non resta che sperare in un contributo del sistema scolastico, ultimo baluardo per interessarsi al mondo dell’informazione.

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

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