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L’Ocse ci bacchetta: in tema di laureati l’Italia se la passa malissimo!

L’Ocse ci bacchetta: in tema di laureati l’Italia se la passa malissimo!

L'ultimo rapporto dell'Ocse sulla "Strategia per le competenze" parla chiaro, in Italia ci sono pochi laureati, con differenze sconcertanti tra Nord e

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L’ultimo rapporto dell’Ocse sulla “Strategia per le competenze” parla chiaro, in Italia ci sono pochi laureati, con differenze sconcertanti tra Nord e Sud e quelli che ci sono non sempre sono ben preparati o utilizzati efficacemente

L’Italia negli ultimi anni ha fatto notevoli passi in avanti nel miglioramento della qualità dell’istruzione” – ma non basta.
È questo in sostanza il contenuto dell’ultimo rapporto stilato dall’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico, in merito allo stato di salute dell’impianto delle competenze e del mondo del lavoro presente in Italia.

In Italia ci sono pochi laureati e quelli che ci sono non sono abbastanza preparati: “Solo il 20% degli italiani tra i 25 e i 34 anni è laureato rispetto alla media Ocse del 30% – precisa addirittura l’Ocse – Gli italiani laureati hanno, in media, un più basso tasso di competenze”.

Il vero problema, ed è sotto gli occhi di tutti, è lo status dell’insegnamento universitario italiano, soggetto oltre che a fenomeni di nepotismo e corruttela, ad un divario enorme tra gli atenei del Sud e quelli del Nord.

Inoltre, ormai acquisite le giuste competenze, queste spesso non vengono sfruttate come dovrebbero, come non manca di spiegare il rapporto dell’Ocse.

“Attualmente l’Italia è intrappolata in un ‘low-skills equilibrium’, un basso livello di competenze generalizzato: una situazione in cui la scarsa offerta di competenze è accompagnata da una debole domanda da parte delle imprese”.

Come fare, dunque, per uscirne?

I membri dell’Ocse hanno le idee chiare e nel rapporto appena stilato hanno formulato una vera e propria strategia. Vediamo in cosa consiste:

  1. Sviluppare competenze rilevanti;
  2. Attivare l’offerta delle competenze;
  3. Utilizzare le competenze in modo efficace;
  4. Rafforzare il sistema delle competenze;
  5. Passare dalla diagnosi all’azione.

Ovviamente si tratta di una attività che possono sembrare molto generiche ma ognuna nasconde tantissimi problemi e sfide che devono essere affrontate per darvi esecuzione.

Avvalendosi del rapporto strategico stilato dall’Ocse con specifico riferimento all’Italia, il governo, le istituzioni (Parlamento in primis) e le imprese potranno indirizzare le politiche e le attività future, per migliorare quanto fino ad ora è stato già fatto, come l’Ocse ha sottolineato, rivelandosi però ancora insufficiente. Speriamo.

#FacceCaso

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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