Catalogna: il referendum spiegato al vostro compagno di banco

Catalogna: il referendum spiegato al vostro compagno di banco

Tre semplici domande e tre (meno) semplici risposte per capire cosa succede tra Spagna e Catalogna.   Sicuramente sapete che il primo ottobre

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Tre semplici domande e tre (meno) semplici risposte per capire cosa succede tra Spagna e Catalogna.

 

Sicuramente sapete che il primo ottobre si è svolto un referendum in Catalogna, una delle sedici regioni spagnole, o meglio una delle comunità autonome. Ma andiamo con ordine, volete spiegare semplicemente cosa sta succedendo in questi giorni in Spagna? Vediamo cosa si può fare.

Di cosa parliamo?

La Catalogna è, insieme ad altre regioni, rappresentativa di una minoranza. Il che vuol dire che ha una propria lingua ufficiale, un proprio parlamento e anche una propria polizia. Proprio in nome di questa differenza, è stato indetto un referendum per la piena indipendenza dalla Spagna. Non è la prima volta, ci avevano già provato tre anni fa.

I disordini. Perché?

Il parlamento catalano ha approvato una legge, dove c’è espressamente scritto che il risultato del referendum sarà vincolante per decidere l’indipendenza. Il problema è che questa legge è stata dichiarata incostituzionale dalla Corte spagnola e di conseguenza il referendum è considerato illegale dal governo di Madrid. Pensate solo al fatto che non è richiesto un quorum, un numero minimo di votanti per l’indipendenza, per dichiarare valido il referendum.
La polizia statale ha, infatti, sequestrato una buona parte del materiale elettorale, e non solo. Ha anche presidiato i seggi, impedendo a molte persone di andare a votare. I disordini sono stati innumerevoli, come anche gli scontri tra polizia e civili.

Cosa succede ora?

Secondo i dati, circa il 90% dei votanti si è espresso per l’indipendenza. Ora, la Spagna è divisa in due perché anche nelle regioni autonome ci sono persone che vogliono rimanere nel paese unito.
Tantissime sono state le manifestazioni, in questi giorni, di coloro che non vogliono vedere la Spagna sgretolarsi.
Gli scontri politici continueranno ma per ora l’indipendenza è rimandata e sarà necessario negoziare, come ha detto il presidente della Generalitat de Catalunya, Carles Puigdemont, nella conferenza stampa di oggi, la più importante dopo il referendum.

Capito?

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

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