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Assaggiatori di cocktails, l’Università di Firenze vi cerca!

Assaggiatori di cocktails, l’Università di Firenze vi cerca!

C'è sempre un buon motivo per bere. E farlo in aula accademica per una buona causa è un ottimo motivo. Un'occasione irripetibile che l'università di F

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C’è sempre un buon motivo per bere. E farlo in aula accademica per una buona causa è un ottimo motivo. Un’occasione irripetibile che l’università di Firenze ha deciso di offrire ai più volenterosi… ops alcolizzati. Il pretesto? Uno studio sulla valutazione dei cocktails alcolici.

“Se hai tra i 18 e i 40 anni e ti piacciono i cocktails a base alcolica partecipa alla nostra indagine sul gradimento e sulle caratteristiche sensoriali ed emozionali delle bevande”, scrivono gli autori del Sensory Lab nella locandina su Facebook.

Un vero e proprio studio che è oggetto della tesi di dottorato di Lapo Pierguidi. Una ricerca che punta ad indagare quello che è sempre di più un rito collettivo tra i giovani, ma non solo. Il bere alcool è ormai uno dei modi privilegiati dello stare insieme del nostro tempo.

L’obiettivo della ricerca può essere riassunto dietro la formula : “Dimmi che cocktail bevi e ti dirò chi sei”. Ad ogni bevanda, la sua personalità. Secondo molti esperti del settore, ogni intruglio alcolico ha infatti il suo carattere che rispecchia fedelmente quello di chi lo sceglie. Profili psicologici, ma anche fattori biologici che s’incontrano nella percezione del gusto alcolico. E che lo studio promosso dall’ateneo fiorentino vuole scavare a fondo, coinvolgendo gli amanti del settore.

I candidati non devono fare altro che mandare un’email a lab.sensoriale@gesaaf.unifi.it(con oggetto “cocktails”) indicando nome, cognome, e telefono. Lo studio prevede due sedute in laboratorio di circa un’ora e mezza ciascuna, effettuate a distanza di una settimana. In ognuna delle due sedute sarà chiesto ai partecipanti di esprimere la propria preferenza per una serie di 6 cocktails.

Infine il test prevede anche il conteggio delle papille gustative presenti sulla porzione anteriore della lingua tramite lo scatto di una fotografia. E per ringraziare i volontari, ci sarà un piccolo omaggio.

In conclusione un’indagine di settore che abbia solide basi scientifiche. Alla fine, un modo per bere senza troppi sensi di colpa.

#Faccecaso

Di Luca Pennacchia

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