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Stranieri tutti clandestini brutti e cattivi: quando la cultura dovrebbe ripartire dai libri

Stranieri tutti clandestini brutti e cattivi: quando la cultura dovrebbe ripartire dai libri

Finito nell'occhio del ciclone, il sussidiario Diventa Protagonista che descrive gli stranieri come clandestini che versano in situazioni di precariet

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Finito nell’occhio del ciclone, il sussidiario Diventa Protagonista che descrive gli stranieri come clandestini che versano in situazioni di precarietà e disagio ci obbliga a riflette su quanto sia importante ripartire da letture ben fatte, in tutti campi e a qualsiasi età, per formare cittadini consapevoli, onesti e civili.

“È aumentata la presenza di stranieri provenienti soprattutto dai paesi asiatici e dal Nordafrica. Molti vengono accolti nei centri di assistenza per i profughi e sono clandestini […]. Vivono spesso in condizioni precarie: non trovano un lavoro, seppure umile e pesante, né case dignitose. Perciò la loro integrazione è difficile…”.

Siamo abituati a sentire discorsi sugli stranieri di questo genere provenire soprattutto dal mondo politico, spesso “finemente” utilizzati solo per aizzare gli animi del popolo elettore.

Quel che è sconcertante, però, è constatare che queste poche righe siano invece tratte da un libro di testo delle elementari.
Negli ultimi giorni è infatti salito alla ribalta il caso del sussidiario Diventa Protagonista, utilizzato nelle quinte elementari, il quale descrive gli stranieri apostrofandoli negativamente.
Così, si è lamentato, ai bambini viene data un’immagine fuorviante e sbagliata degli stranieri che clandestinamente giungono in Italia.

A riguardo sono intervenuti diversi rappresentanti delle istituzioni. Il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli  ha affermato che l’educazione si fa con dati verificati, con contenuti oggettivi, con un linguaggio rispettoso.

Non si tratta solo di stranieri ma di un’ignoranza generalizzata e imperante

Il punto su cui urge soffermarsi non riguarda solo l’erronea ed insulsa definizione utilizzata per descrivere gli stranieri (che ci si augura verrà rivista). Piuttosto si rileva una marcata tendenza all’ignoranza rinvenibile ormai anche nei libri e giornali.

Sempre più, forse anche per una tendenza al ribasso del livello culturale degli stessi lettori, i testi sono poveri e insignificanti e spesso, come nel nostro caso, pieni di errori anche gravi.

Questo vuol dire soprattutto che uno dei compiti fondamentali delle letture, quello educativo, viene meno. Come è possibile infatti formare, educare e sensibilizzare se gli stessi testi sono sbagliati già nel loro contenuto?

Che cosa penseranno un domani quelli che oggi sono solo bambini degli stranieri? Probabilmente risentiranno dei pregiudizi che gli sono stati inculcati, a partire dal libro finito sotto i riflettori.

Ripetiamo quanto sia fondamentale il ruolo dei libri (meritevoli) nella formazione di ognuno di noi e nell’elevare il sostrato culturale su cui poggia (anzi traballa) la nostra società.

#FacceCaso

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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