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Ennesimo blitz antidroga a scuola: 2 i ragazzi denunciati. Giusto o sbagliato intervenire?

Ennesimo blitz antidroga a scuola: 2 i ragazzi denunciati. Giusto o sbagliato intervenire?

Sempre più frequenti i blitz che cercano di fermare lo spaccio ed il consumo di droga nei licei. Questa volta ad essere nel mirino dei cani antidroga

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Sempre più frequenti i blitz che cercano di fermare lo spaccio ed il consumo di droga nei licei. Questa volta ad essere nel mirino dei cani antidroga e dei carabinieri sono stati gli Istituti superiori di Romano in Lombardia. Ma servono davvero o sono solo un accanimento?

I blitz antidroga di questi giorni hanno trovato due maggiorenni in possesso di piccole dosi da pochi grammi di Marijuana e un nascondiglio nel cortile della scuola. Tra le piante hanno infatti trovato della Marijuana già impacchettata ma senza sapere a chi fosse destinata.

Molti invece gli studenti che sono stati segnalati perché il cane antidroga ha riconosciuto i loro abiti per essere entrati in contatto con la Marijuana. Questo vuol dire che potevano aver indossato quei vestiti anche solo vicino a qualcuno che fumava. Tronfi di ciò, i carabinieri hanno annunciato altre prossime spedizioni in molti istituti del Bergamasco.

Gli altri casi

Questa è una prassi che da alcuni anni vede alcuni ragazzi esposti a fermi da parte della polizia. Solo nell’ultimo periodo queste operazioni hanno avuto luogo molte volte in scuole italiane. Alcuni esempi sono:

  • Un blitz a Milano nel Liceo Beccaria che ha portato al carcere minorile un sedicenne ed un quindicenne, piccoli spacciatori del liceo, e che ha trovato undici ragazzi colpevoli di essere “assuntori”, ossia con tracce di Marijuana sui vestiti.
  • A Teramo un blitz ha scovato due ragazzi “nell’atto di confezionarsi uno spinello”. Uno è stato denunciato per uso personale e l’altro per detenzione ai fini di spaccio.
  • A Bologna un blitz nella scuola Manzoni ha portato all’arresto di un giovane all’uscita da scuola, mentre un altro alla Paola Bassi non ha portato a nulla se non al ritrovamento di due grammi nascosti nel bagno della scuola.

Per quest’ultimo episodio molti studenti e genitori hanno protestato per i modi e la necessità di questo tipo di interventi.  L’episodio più significativo però è quello di un ragazzo di Lavagna che lo scorso anno, in seguito ad un blitz antidroga che lo aveva trovato in possesso di 10 grammi di hashish per uso personale, si era suicidato durante un blitz a casa sua.

Giusto o sbagliato?

Il che pone una questione molto importante: vale la pena fare queste operazioni, invasive e che nella maggior parte dei casi non portano ad altro che alla rovina di alcuni giovani? Chi viene trovato in possesso di pochi grammi di Marijuana viene “svergognato” davanti alla propria famiglia, ai propri professori e ai propri compagni. Serve davvero a combattere la droga, o i metodi dovrebbero essere altri?

#FacceCaso

Di Alessandro Luna

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