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Scuola italo-cinese? Yes, a Padova!

Scuola italo-cinese? Yes, a Padova!

Mandereste vosto figlio ad una scuola italo cinese? Ecco i lati positivi e negativi di una scelta che porta a frequentare la Siic a Padova Apre a Pad

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Mandereste vosto figlio ad una scuola italo cinese? Ecco i lati positivi e negativi di una scelta che porta a frequentare la Siic a Padova

Apre a Padova la prima scuola internazionale italo-cinese. È un istituto paritario riconosciuto dal ministero della Pubblica Istruzione e che si regge sui soldi che arrivano dalla Cina. Nel quartiere Arcella, in via Palladio a Padova, la scuola internazionale italo cinese (Siic) si estende per circa 9000 metri quadri tra interni ed esterni.

Il preside è Li Xuamei, giovane donna che ha insegnato cinese nell’università di Venezia Ca’Foscari. Il suo sogno, racconta con emozione il marito vicepreside, è sempre stato quello di dare i natali a una scuola italo-cinese che potesse accogliere studenti italiano e non. Infatti su di un centinaio di studenti iscritti, 30 sono italiani. Cresceranno con una marcia in più per quanto riguarda i rapporti diplomatici tra Cina e Italia.

La retta da pagare è di 3.500 euro annui per il nido, 4.500 per la scuola elementare, 5.500 per quella media. Il vice preside sostiene che ormai i fondi da Pechino diventano una parte minoritaria del finanziamento della scuola. Vanta infatti ormai di reggersi per lo più sulle rette pagate dalle famiglie degli alunni. Per il prossimo anno annuncia infatti l’apertura del liceo linguistico nella struttura.

Le lezioni iniziano alle 8, con 40 minuti di letture nelle classi. Allo scoccare delle 10.15, è il tempo della ginnastica oculare: i ragazzi da seduti si premono con le mani sulle tempie e battono i piedi a ritmo per terra. Il resto è un mix di didattica italiana e cinese. La lingua inglese si impara fin dall’asilo, mentre il mandarino dalla prima elementare.

Ma tra tante buone cose, una attenzione alla disciplina salta all’occhio. Si esce dalla classe in fila indiana e per i corridoi regna il silenzio. Le ragazze portano i capelli obbligatoriamente legati e si va con la divisa a scuola. Il vicepreside dice che è ciò che manca alla scuola italiana e che solo chi è educato nel modo migliore potrà essere utile alla società.

Un rigidissimo regime di compostezza ed ordine che a vederlo quasi spaventa. Avrà ragione lui o è bene che a scuola non ci si comporti come soldatini?

#FacceCaso

Di Alessandro Luna

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