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Esorcista a scuola in Calabria, esci da questa classe

Esorcista a scuola in Calabria, esci da questa classe

La preside di una scuola elementare calabrese ha contattato un'esorcista. Scopriamo perché. Se siete bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni prob

Abbiamo perso il sonno
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La preside di una scuola elementare calabrese ha contattato un’esorcista. Scopriamo perché.

Se siete bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni probabilmente un’esorcista lo avrete visto a malapena nei film horror. Se non è così o siete stati posseduti dal demonio oppure molto più verosimilmente siete alunni della Scuola primaria Telesio di Reggio Calabria.

Qui qualche giorno fa è successo qualcosa di decisamente curioso. Vi ricordate la Charlie challenge, quel giochino con la matita che ruotava da sola sul foglio tipo tavola Ouija e che era spopolato sul web qualche anno fa? Per chi non se lo ricordasse vi lasciamo un video per rinfrescarvi la memoria.

Per chi invece se lo ricorda e magari ha perso il sonno cercando di capire quale diavolo fosse il trucco che faceva ruotare la matita senza toccarla allora sappiate che il fantomatico demone Charlie non esiste, la matita si muoveva perché qualcuno dei vostri simpaticissimi amici ci soffiava sopra.

Forse qualcuno dovrebbe dirlo anche alla maestra della Telesio che, avendo visto i propri alunni giocare alla Charlie challenge, ha pensato che i bambini fossero posseduti da Satana in persona e che il foglio con la matita fosse un modo per mettersi in contatto con lui.

Se a questo punto già non riuscite a trattenere le risate vi invitiamo a fare un piccolo sforzo perché il bello deve ancora venire. La maestra ha deciso di informare delle pratiche esoteriche dei propri alunni la preside Marisa Maisano che ha trovato la soluzione: contattare un’esorcista.

Ma siccome padre Karras non era disponibile si sono dovuti accontentare di don Piero Catalano, esperto di esoterismo della zona. Il sacerdote ha quindi tenuto un incontro sul satanismo e gli esorcismi a cui hanno partecipato 130 persone tra docenti e genitori.

Alla fine hanno scoperto che era tutta una bufala (con qualche anno di ritardo, è vero, ma lo hanno scoperto). Contattato dal Corriere della Sera, don Piero Catalano ha poi rivelato che la preside aveva insistito per organizzare questo incontro a scuola perché a suo dire “col diavolo non si scherza”. Già, è vero, ma se col diavolo non si scherza con delle maestre così non ne parliamo neanche.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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