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Legge di bilancio: le novità per università e ricerca!!

Legge di bilancio: le novità per università e ricerca!!

Il governo destina soldi alla ricerca e 2500 di una tantum per i professori. Qualcosa si sta muovendo in ambito universitario e siamo ben felici di p

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Il governo destina soldi alla ricerca e 2500 di una tantum per i professori.

Qualcosa si sta muovendo in ambito universitario e siamo ben felici di parlane. La nuova legge di bilancio regala una boccata di ossigeno al mondo della ricerca stanziando nuove risorse. Si tratta dei nuovi fondi per le borse di dottorato che il governo dedicato a Giulio Regeni, il giovane ricercatore massacrato in Egitto. Un atto simbolico, ma dovuto per chi ha pagato con la vita la sua passione per i suoi studi.

Un’iniziativa partita nei giorni scorsi con una lettera al quotidiano la Repubblica che ha riscosso subito successo. Diversi “dottorati Regeni”, sono stati già finanziati localmente in altre università del nostro Paese. Ma le novità non finiscono qui. Per 35-40 mila professori universitari arrivano nuovi aumenti per le buste paga.

– La risorsa –

Con l’emendamento Verducci, è in arrivo una risorsa “una tantum” per il biennio 2018-2019. Per compensare almeno parzialmente professori e ricercatori del blocco degli stipendi subito dal 2011 al 2015 , il governo mette sul piatto altri 90 milioni di euro. A loro, sarà attribuito in due anni, una somma compresa tra i 2.572 e 2.250 euro. L’aumento degli scatti inoltre, non sarà più su base premiale.

– I fondi –

Nella legge di bilancio, c’è anche l’innalzamento al 40% dei fondi che i dipartimenti di eccellenza dovranno destinare all’assunzione di giovani ricercatori. Su proposta del governo è stato inserito inserire un provvedimento a tutela delle ricercatrici a tempo determinato in maternità.

A partire dal 2018, si prevede la sospensione della durata massima dei contratti a termine durante il periodo di astensione obbligatoria di maternità, prorogando il termine di scadenza per un periodo pari a quello dell’ astensione.

Infine, in pista ci sono anche risorse per la stabilizzazione dei precari della ricerca. Il ministro delle pubblica amministrazione ha stanziato altri 10 milioni di euro per l’assunzione non solo di ricercatori e tecnologi, ma anche amministrativi e assegnisti di ricerca. Il cambiamento di rotta è abbastanza chiaro: 3500 stabilizzazioni nel prossimo biennio. Oggi infatti su trentamila ricercatori, diecimila sono precari.

#FacceCaso

Di Luca Pennacchia

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