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Gli istituti professionali che cambiano

Gli istituti professionali che cambiano

Si passa da sei a undici indirizzi per gli istituti professionali, con nuove specializzazioni come il Made in Italy, la sanità e la moda. Gli istitut

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Si passa da sei a undici indirizzi per gli istituti professionali, con nuove specializzazioni come il Made in Italy, la sanità e la moda.

Gli istituti professionali tentano di ergersi a un nuovo livello di specializzazione. Obbiettivo perdere la fama di luoghi dove il giovane si perde. Il rafforzamento parte da un restyling totale. Indirizzi, alternanza scuola-lavoro offerte didattiche e legame col territorio.
Tutto al servizio di un’alta professionalizzazione che crei forza lavoro già pronta ed efficiente. Parte tra pochi giorni, quando il 16 gennaio si apriranno alle iscrizioni per il prossimo anno.

Con i cambiamenti i percorsi resteranno di cinque anni, ma con una struttura diversa, simile all’università. Biennio e triennio, da 6 a 11 indirizzi. Nuovo spazio ad agricoltura e sviluppo rurale, valorizzazione del prodotto territoriale, gestione risorse forestali e montane. Ma ancora pesca commerciale, servizi culturali e dello spettacolo, gestione acque e risanamento ambientale, manutenzione e assistenza tecnica.

Ogni scuola inoltre si personalizzerà con le necessità indicate dalla regione d’appartenenza, garantendo omogeneità con la richiesta lavorativa.
Durante il biennio 20% dell’orario servirà a potenziare gli insegnamenti con laboratori, nel trienno 40%.
Maggiori opportunità anche all’alternanza, che diventerà parte integrante della didattica.

Far uscire giovani preparati a lavorare anche il giorno dopo, con una specializzazione efficiente, sarà la missione dei nuovi istituti professionali.

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

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