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Università scientifiche gratis per le donne; ma è la cosa più giusta?

Università scientifiche gratis per le donne; ma è la cosa più giusta?

Particolare decisione del Miur che tenta di incentivare la presenza rosa in quelle aree a prevalenza maschile. Cerchiamo di capire se questa sia una b

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Particolare decisione del Miur che tenta di incentivare la presenza rosa in quelle aree a prevalenza maschile. Cerchiamo di capire se questa sia una buona scelta per le università scientifiche.

I soldi non fanno la felicità. E neanche l’iscrizione. Fa discutere la scelta del Ministero dell’Istruzione di spingere una fetta del popolo femminile ad intraprendere Università scientifiche. Questo grazie a una trovata, giusto per rimanere in ambito matematico, di tipo economico.

Cospicui sconti o addirittura annullamento di tassa d’iscrizione. La motivazione è da ricercare nella scarsa affluenza verso questi tipi di facoltà da parte del gentil sesso. I dati affermano che il 78,3% degli iscritti a indirizzi umanistici è composto da ragazze, diminuendo drasticamente al 39% se si passa a quelli scientifici, toccando il fondo col 31% di ingegneria.

Ciò ha spinto il Ministero a mettere a disposizione degli atenei un budget di 3 milioni di euro per diminuire o azzerare le tasse d’iscrizione. Questo non è però un fondo solitario. In quanto “matrioska” di un gruppo di risorse destinate dal Miur per il sostegno dei giovani e dei piani per l’orientamento.  Ammonta a 64,2 milioni per le università statali e 2,6 per quelle legalmente riconosciute.

L’iniziativa è stata apertamente appoggiata dal Politecnico di Milano, dove si è sempre cercato di invertire la tendenza e le donne sono un terzo degli iscritti totali nelle Università scientifiche.

Donatella Sciuto, protettore e vicario del Politecnico, afferma che “Quest’anno è in corso un intervento mirato nelle scuole medie e vorremmo realizzare il piano Inspiring Girls, nato con l’obiettivo di incoraggiare le ragazze a seguire le proprie aspirazioni, liberi da stereotipi. Mostriamo alle ragazzine persone che possono essere prese come esempio, cercando di creare la cultura degli studi scientifici e portando il messaggio che “si può fare” .

Ma cosa si pensa in giro a riguardo? Molte persone dell’altro sesso si sono schierate contro la scelta del Miur, definendolo ripugnante, sessista ed androgino. Anche alcune donne non si spiegano il perché di questa iniziativa. Giusta o meno, è una decisione che ha fatto scalpore in quanto sembra avere diverse incoerenze: prima di tutto lo stesso ragionamento di conseguenza andrebbe applicato allora anche per i ragazzi che si iscrivono alle facoltà umanistiche, dove è risaputo che siano in minoranza. E poi questa iniziativa suona tanto di sottintesa affermazione del fatto che le persone di sesso femminile non si iscrivano a una facoltà coscienti della loro decisione, perché se si crede si possa far cambiare loro idea per una questione di soldi…

L’unica cosa certa dunque è che qui qualcuno ha sbagliato: o il Miur ( facendo anche un investimento cospicuo, in un periodo in cui ci lamentiamo spesso della mancanza di fondi ) o le donne, scegliendo la loro facoltà senza riflettere.
Ai posteri, anzi, proprio alle donne, l’ardua sentenza.

#FacceCaso

Di Emanuele Caviglia

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