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Facebook lancia i  ” principi per la privacy ”

Facebook lancia i ” principi per la privacy ”

La piattaforma di Mark Zuckerberg potrebbe essere multata fino al 4% del fatturato globale o 20 milioni di euro, a seconda di quale importo sia maggio

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La piattaforma di Mark Zuckerberg potrebbe essere multata fino al 4% del fatturato globale o 20 milioni di euro, a seconda di quale importo sia maggiore.

Il giro di chiave sulla protezione dei dati in Ue tocca anche Facebook. Per la prima volta il social ha infatti pubblicato i cosiddetti “ principi per la privacy ”.

La mossa vincente da parte del colosso ha tutta l’aria di essere un modo per prepararsi all’introduzione nella Ue della General Data Protection Regulation (GDPR) il 25 maggio prossimo.

Dopo Google e Amazon anche Facebook si adatterà al provvedimento che imporrà un aumento significativo delle multe per chi viola le leggi sulla protezione dei dati.

La piattaforma di Mark Zuckerberg potrebbe essere multata fino al 4% del fatturato globale o 20 milioni di euro, a seconda di quale importo sia maggiore.

“Riconosciamo che la gente voglia usare Facebook per connettersi ma nessuno vuole condividere qualsiasi cosa con chiunque, incluso il gruppo”. Ha detto in un post sul blog aziendale Erin Egan, direttore della privacy in Facebook.

I principi della privacy, forniscono consigli agli utenti, da come gestire dati che Facebook usa per mostrare loro pubblicità a come cancellare vecchi post passando per cosa succede in caso di cancellazione dell’account.

A breve il social pubblicherà video educativi per aiutare i suoi oltre 2 miliardi di utenti a controllare chi è in grado di accedere alle loro informazioni personali.

“Sottoponiamo i prodotti a rigorosi test di sicurezza dei dati. Incontriamo anche regolatori, legislatori ed esperti di privacy in tutto il mondo per ottenere input sulle nostre pratiche e politiche sui dati”.
Prosegue il post sul blog aziendale.

Il direttore operativo Sheryl Sandberg aveva già annunciato che i cambiamenti imminenti avrebbero conferito a Facebook “ottime fondamenta per soddisfare tutti i requisiti del GDPR e per spronarci a continuare a investire in prodotti e in strumenti educativi per proteggere la privacy”.

Sarà vero? Ci speriamo tutti, anche perché negli ultimi anni, Facebook ha già dovuto fronteggiare le autorità di regolamentazione della Ue per l’utilizzo dei dati e il monitoraggio delle attivita’ online. Magari questa è la volta buona.

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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