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Il calcio femminile sale in cattedra all’Università San Raffaele

Il calcio femminile sale in cattedra all’Università San Raffaele

L'Università Telematica San Raffele di Roma ha deciso di “accogliere” il calcio femminile con un corso decisamente interessante. “La donna più calma

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L’Università Telematica San Raffele di Roma ha deciso di “accogliere” il calcio femminile con un corso decisamente interessante.

“La donna più calma e silenziosa, messa a giocare a calcetto, emette acuti e strilli spaventosi, viene colta da riso convulso e perde le scarpe”

Questa celebre citazione del poeta italiano Stefano Benni riassume alla perfezione quello che è uno dei pregiudizi più diffusi nel nostro Paese: “le donne non sanno giocare a pallone”. E lo scopo dei vari movimenti calcistici femminili è proprio sgomberare il campo da luoghi comuni come questo.

Negli ultimi anni quello italiano è cresciuto tantissimo, raggiungendo traguardi molto interessanti in tal senso. Simbolo di questa crescita è il numero di atlete tesserate (accresciutosi del 7,5% nel solo biennio 2016/2017), che continua ad aumentare in maniera esponenziale.

Ma l’incremento dei tesseramenti non è l’unico obbiettivo della sezione femminile dell’Associazione Italiana Calciatori; l’intento principale degli addetti ai lavori è infatti quello di promuovere il calcio femminile a livello culturale, servendosi di istituzioni come la scuola e, soprattutto, l’università.

Università come la San Raffele di Roma, che ha recentemente annunciato l’introduzione di un corso, incentrato interamente sul calcio femminile, nel programma didattico di Scienze Motorie. Il corso verrà organizzato proprio in collaborazione con l’AIC e la docenza sarà affidata a Katia Serra.

Quest’ultima è nota per essere stata una delle migliori calciatrici del panorama italiano; al termine di una carriera durata ben 24 anni, la Serra si è dapprima dedicata al commento tecnico per Rai Sport, per poi essere nominata Responsabile del Settore Femminile dell’AIC (ruolo che riveste tuttora).

Katia è dunque, a nostro avviso, la persona più adatta a tenere un corso di questo tipo, essendo lei uno dei simboli della “Women’s Revolution” in campo calcistico. Le facciamo quindi un grosso in bocca al lupo, sperando che possa dimostrare una volta di più ciò che in fondo ha sempre dimostrato anche in campo; che le donne ci sanno fare, ovunque e comunque.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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